Nocciole del Viterbese, i produttori siglano accordo con il Crea per la sperimentazione di pratiche meno impattanti e rispettose dell'ambiente
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CAPRAROLA - L'intento di queste azioni è verificare in primis l'efficacia degli ugelli antideriva sull'albero del nocciolo in noccioleto, per diminuire il più possibile lo sviluppo della nube che si forma durante l'esecuzione del trattamento.

CAPRAROLA – Coltura delle nocciole, la Cooperativa Produttori di Nocciole sigla un accordo con il Crea per la riduzione della deriva nei trattamenti fitosanitari in noccioleto.

In attesa dei dati definitivi che saranno divulgati nelle prossime settimane, C.P.N. – Cooperativa Produttori Nocciole, insieme a Co.Pro.N.T. e al Centro di Ricerca Ingegneria e Trasformazioni agroalimentari del Crea (Consiglio per la ricerca in agricoltura e l’analisi dell’economia agraria), proseguono nella sperimentazione di pratiche meno impattanti e più rispettose della tutela ambientale nella coltura delle nocciole nella Tuscia viterbese.

In particolare, C.P.N. e Co.Pron.N.T. hanno stipulato un contratto con il Crea per incentivare la ricerca e la produzione e la sperimentazione riguardo alla riduzione della deriva nei trattamenti fitosanitari. che interessano i noccioleti. L’intento di queste azioni è verificare in primis l’efficacia degli ugelli antideriva sull’albero del nocciolo in noccioleto, per diminuire il più possibile lo sviluppo della nube che si forma durante l’esecuzione del trattamento.

Finalità di tale sperimentazione condivisa è incrementare la sostenibilità ambientale in agricoltura e nella coltivazione delle nocciole, segmento basilare dell’economia del territorio. Le attività sono svolte a Capranica su un noccioleto adulto e vi partecipano i responsabili di C.P.N. e Co.Pro.N.T., i tecnici ricercatori del Crea e i tecnici quelli delle aziende coinvolte nella strumentazione impiegata (Braglia per gli ugelli antideriva, Fravi per le tarature delle macchine). Il Crea fornirà successivamente una relazione sui risultati finali del progetto

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Iniziamo la settimana mettendo "freccette" nel nostro arco.
Torna l’appuntamento con il Semaforo de La Fune, l’analisi critica dei fatti che hanno segnato la settimana viterbese.
Sì, l’Uomo è incontentabile; è il suo difetto, ma anche il suo pregio, la molla che lo spinge a migliorare, a crescere, ad esplorare nuove vie, insomma a costruire la propria vita… E c’è chi bonariamente prova ad esaudire i suoi desideri. Ma che succede se la corda viene tirata troppo e il meccanismo si inceppa? E poi, possibile che nessuno si accontenti veramente? Anche ad un Creatore alla fine salta la pazienza…
Partiamo da un presupposto: vi avrei fotografato tutti. Ma proprio tutti, per fare un mega collage da appendere sulla parete più grande di Viterbo.
Di certo, non è con qualche demagogica stretta di mano che si risolve un problema che sta diventando sempre più di dimensioni continentali, anzi globali; un problema dove ballano significati differenti e troppo contraddittori di ciò che si intende per rispetto della diversità e della libertà.
Esigere lungimiranza e visione almeno su qualche argomento. Ne cito alcuni.
Entro le prime luci del 9 settembre, i blindati con la croce nera avevano già occupato la stazione di Porta Romana, sbarrato i varchi di Valle Faul e preso il controllo dell'aeroporto deserto e dello stesso presidio di Santa Maria in Gradi.

“L’attesa e il silenzio ti faranno forte”

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