Nocciola, Di Sorte: "Pronto alle barricate per impedire la diffusione dei noccioleti intorno al lago di Bolsena"
di sorte
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BOLSENA - Un vero e proprio fronte contrario alla diffusione dei noccioleti si sta determinando intorno al lago di Bolsena. Territorio prezioso, per quanto ancora non completamente espresso in tutto il proprio potenziale. 

BOLSENA – Nocciola, croce o delizia per la Tuscia. L’appello della regista di ‘Lazzaro Felice’ Alice Rohrwacher contro il rischio monocoltura nel Viterbese sta riscaldando gli animi.

Un vero e proprio fronte contrario alla diffusione dei noccioleti si sta determinando intorno al lago di Bolsena. Territorio prezioso, per quanto ancora non completamente espresso in tutto il proprio potenziale. 

In prima linea l’assessore al Turismo del Comune di Bolsena
Andrea Di Sorte, che già nei mesi scorsi aveva lanciato un appello ai sindaci del lago per scongiurare il replicarsi di quanto accaduto sulle sponde del lago di Vico.

“Sono pronto alle barricate, a recarmi fisicamente sui campi, se si paventasse la prospettiva di una proliferazione di questa coltura sul mio territorio comunale – spiega Di Sorte -. Purtroppo non abbiamo mezzi di legge per impedirlo come comuni e l’unica cosa da fare è una battaglia di tipo culturale. E qui una voce come quella della regista del film di successo ‘Lazzaro Felice’ può molto per smuovere le
coscienze.

La invito a venire a Bolsena per un incontro pubblico sui rischi delle monocolture, non solo della nocciola. Con personalità di questo livello possiamo accendere un cammino anche per la diffusione della cultura del biologico presso i nostri agricoltori.

Le associazioni di categoria dovrebbero fare loro questa prospettiva perché la tutela dell’unicità del nostro paesaggio e dell’ambiente è un valore per tutti noi. Altrimenti rischiamo di mettere a servitù le nostre terre per gli interessi di qualche multinazionale. Vale per la nocciola ma anche per le pale eoliche che negli anni sono state installate proprio sul lago di Bolsena e che producono un inquinamento visivo che
paghiamo tutti mentre il guadagno finisce solo nelle tasche di qualcuno”.

Gli Stati Generali La Fune
Esigere lungimiranza e visione almeno su qualche argomento. Ne cito alcuni.
Di certo, non è con qualche demagogica stretta di mano che si risolve un problema che sta diventando sempre più di dimensioni continentali, anzi globali; un problema dove ballano significati differenti e troppo contraddittori di ciò che si intende per rispetto della diversità e della libertà.
Torna l’appuntamento con il Semaforo de La Fune, l’analisi critica dei fatti che hanno segnato la settimana viterbese.
Iniziamo la settimana mettendo "freccette" nel nostro arco.
Partiamo da un presupposto: vi avrei fotografato tutti. Ma proprio tutti, per fare un mega collage da appendere sulla parete più grande di Viterbo.
Entro le prime luci del 9 settembre, i blindati con la croce nera avevano già occupato la stazione di Porta Romana, sbarrato i varchi di Valle Faul e preso il controllo dell'aeroporto deserto e dello stesso presidio di Santa Maria in Gradi.
Sì, l’Uomo è incontentabile; è il suo difetto, ma anche il suo pregio, la molla che lo spinge a migliorare, a crescere, ad esplorare nuove vie, insomma a costruire la propria vita… E c’è chi bonariamente prova ad esaudire i suoi desideri. Ma che succede se la corda viene tirata troppo e il meccanismo si inceppa? E poi, possibile che nessuno si accontenti veramente? Anche ad un Creatore alla fine salta la pazienza…

“L’attesa e il silenzio ti faranno forte”

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