No alle mafie, Viterbo accende la luce dopo i 13 arresti dell'operazione Erostrato
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VITERBO - Piazza della Rocca, via Matteotti, piazza Verdi, il Corso, via Roma, piazza del Comune. Questo il percorso. Nella mente di tutti le informazioni diffuse dalla stampa sull'operazione Erostrato. Tredici arresti, un sistema ritenuto dagli inquirenti di stampo mafioso. 

VITERBO – No alla mafia. Un serpentone di circa cinquecento persone per le vie del centro storico per dirlo con il silenzio. Le fiaccole a testimoniare la luce, e dove c’è luce le mafie non trovano terreno. Manifestazione voluta dai sindacati Cgil, Cisl e Uil. 

Piazza della Rocca, via Matteotti, piazza Verdi, il Corso, via Roma, piazza del Comune. Questo il percorso. Nella mente di tutti le informazioni diffuse dalla stampa sull’operazione Erostrato. Tredici arresti, un sistema ritenuto dagli inquirenti di stampo mafioso. 

Una ragnatela che stava avvolgendo la città. In prima linea il sindaco Giovanni Arena e il prefetto Giovanni Bruno. Al loro fianco il presidente della Provincia Pietro Nocchi, il consigliere regionale Enrico Panunzi e l’assessore della Regione Lazio Alessandra Troncarelli. Quindi consiglieri e assessori. Tante le adesione alla marcia da associazioni di categoria e sigle di varia natura. 

 

 

 

 

 

 

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Di certo, non è con qualche demagogica stretta di mano che si risolve un problema che sta diventando sempre più di dimensioni continentali, anzi globali; un problema dove ballano significati differenti e troppo contraddittori di ciò che si intende per rispetto della diversità e della libertà.
Partiamo da un presupposto: vi avrei fotografato tutti. Ma proprio tutti, per fare un mega collage da appendere sulla parete più grande di Viterbo.
Entro le prime luci del 9 settembre, i blindati con la croce nera avevano già occupato la stazione di Porta Romana, sbarrato i varchi di Valle Faul e preso il controllo dell'aeroporto deserto e dello stesso presidio di Santa Maria in Gradi.
Iniziamo la settimana mettendo "freccette" nel nostro arco.
Esigere lungimiranza e visione almeno su qualche argomento. Ne cito alcuni.
Sì, l’Uomo è incontentabile; è il suo difetto, ma anche il suo pregio, la molla che lo spinge a migliorare, a crescere, ad esplorare nuove vie, insomma a costruire la propria vita… E c’è chi bonariamente prova ad esaudire i suoi desideri. Ma che succede se la corda viene tirata troppo e il meccanismo si inceppa? E poi, possibile che nessuno si accontenti veramente? Anche ad un Creatore alla fine salta la pazienza…
Torna l’appuntamento con il Semaforo de La Fune, l’analisi critica dei fatti che hanno segnato la settimana viterbese.

“L’attesa e il silenzio ti faranno forte”

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