“No all’aumento dei voucher nell’agricoltura”
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VITERBO - Tomarelli (Fai Cisl) in disaccordo con Coldiretti e Fusco (Lega): "L'emergenza non sia il grimaldello per rendere più precario il lavoro".

VITERBO – Siamo fortemente contrari all’implementazione e all’ampliamento dell’uso dei voucher in agricoltura.

Non si può usare l’emergenza del Coronavirus per deregolarizzare il mercato del lavoro in un settore in cui le regole esistenti per l’assunzione della manodopera già permettono alle aziende una grande flessibilità.

Per la Fai Cisl del Lazio, settore agroalimentare, è inaccettabile che la gravissima emergenza che ha determinato la pandemia del Covid-19 possa essere il grimaldello per rendere ancora più precario il lavoro agricolo.

Bloccheremo quindi qualsiasi tentativo di modifica delle attuali norme per l’utilizzo dei voucher. Non è questo il metodo e con queste scorciatoie che possiamo convincere i tanti nuovi disoccupati, che questa pandemia genererà nel nostro paese, a lavorare nel settore primario per supplire alla momentanea carenza di manodopera.

Secondo noi il problema si risolve rendendo più trasparente l’incontro tra domanda e offerta di lavoro a livello territoriale.

Per questo occorre dare attuazione alle sezioni territoriali della rete del lavoro agricolo di qualità.

Oggi il lavoro agricolo è talmente flessibile che non ha bisogno di altri strumenti che creerebbero un grave danno al settore agricolo, ai lavoratori, alle imprese e alla stessa qualità delle produzioni agricole.

Non siamo d’accordo con la posizione della Coldiretti del Lazio e del senatore Umberto Fusco.

Claudio Tomarelli
Segretario generale Fai Cisl Lazio

 

 

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