No al deposito di scorie nucleari nella Tuscia, il 6 aprile la marcia di Vulci
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“Il 6 aprile, il parco naturalistico archeologico di Vulci ospiterà una grande manifestazione pubblica contro la minaccia del Deposito nazionale di rifiuti radioattivi".

“Il 6 aprile, il parco naturalistico archeologico di Vulci ospiterà una grande manifestazione pubblica contro la minaccia del Deposito nazionale di rifiuti radioattivi. Un appuntamento fondamentale per la difesa della nostra terra, pensato per essere aperto e accessibile a tutti, senza esclusioni – così in una nota Italia Nostra Sezione Etruria -.

È stato predisposto un itinerario completamente accessibile per chi ha difficoltà motorie, a partire dal Centro servizi – Ingresso al parco, punto di ritrovo e partenza. Inoltre, sarà disponibile una navetta attrezzata con piattaforma per persone con disabilità, così da garantire la massima partecipazione possibile.

La manifestazione si snoderà all’interno di uno dei luoghi più straordinari del nostro Paese: un paesaggio che intreccia archeologia, natura e tradizione. Vulci è l’antica metropoli etrusco-romana, dove ancora oggi si possono ammirare templi, domus, necropoli monumentali e i preziosi reperti custoditi nel Museo archeologico.

Ma Vulci è anche una natura viva e potente, fatta di canyon scavati dal fiume Fiora nella roccia vulcanica, di pianure aperte dove pascolano cavalli bradi e vacche maremmane, di boschi e sponde fluviali popolate da cinghiali, lepri, istrici e, in primavera, dai voli colorati dei gruccioni.

A fare da cornice al corteo sarà il suggestivo castello della Badia, che veglia sul parco e sul ponte etrusco da secoli. E a chiudere simbolicamente la manifestazione saranno i cavalli e i cavalieri della Maremma, che entreranno nel parco con la loro fierezza e il loro legame secolare con questa terra. Il 6 aprile non sarà solo un giorno di protesta, ma un grande momento di unione popolare, immerso nella bellezza di un territorio che parla da sé. La Tuscia si muove. Insieme. Per difendere la propria terra”.

Foto Fisioterapy Center

 

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William Turner, l'uomo che aprì la strada alla pittura degli Impressionisti, aveva nelle retine la magia e la luce e i colori del Viterbese. Ecco alcuni pezzi di Tuscia immortalati nei suoi schizzi e dipinti, oggi esposti nei templi dell'arte mondiale.
Di certo, non è con qualche demagogica stretta di mano che si risolve un problema che sta diventando sempre più di dimensioni continentali, anzi globali; un problema dove ballano significati differenti e troppo contraddittori di ciò che si intende per rispetto della diversità e della libertà.
Angel porta un messaggio divino fra gli uomini, che non lo capiscono; o lo capiscono troppo tardi. Non lo hanno capito neppure a Radio1 Plot Machine…
Esigere lungimiranza e visione almeno su qualche argomento. Ne cito alcuni.
Partiamo da un presupposto: vi avrei fotografato tutti. Ma proprio tutti, per fare un mega collage da appendere sulla parete più grande di Viterbo.
Torna l’appuntamento con il Semaforo de La Fune, l’analisi critica dei fatti che hanno segnato la settimana viterbese.
Iniziamo la settimana mettendo "freccette" nel nostro arco.

“L’attesa e il silenzio ti faranno forte”

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