
VITERBO- No ai domiciliari per i due militanti di Casapound dopo l’accusa di stupro. Lo ha deciso il gip Rita Cialoni che ha rigettato le istanze di scarcerazione avanzate dai due indagati al termine dell’interrogatorio di garanzia. Il giudice nelle motivazioni con cui ha confermato il carcere afferma che continua a sussistere il rischio di inquinamento probatorio: uno degli indagati, dopo le accuse, era riuscito a cancellare foto e video con le riprese di brutalità sulla vittima, l’altro non ci era riuscito.
Interviene anche il Procuratore Auriemma che intende mettere in fila tutti i passaggi della serata che avrebbe portato alla terribile violenza ai danni della 36enne che ha denunciato i due. Verranno ascoltate dagli inquirenti, le persone che hanno incontrato Licci e Chiricozzi nel primo locale dove i due avrebbero incontrato la ragazza che poi è stata violentata in un altro locale in centro, l’Old Manners, di solito adibito a circolo privato per i militanti di Casapound.


















