No ai domiciliari per Chiricozzi e Licci. I due restano in carcere
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No ai domiciliari per i due accusati di stupro. Licci e Chiricozzi restano in carcere.

VITERBO- No ai domiciliari per i due militanti di Casapound dopo l’accusa di stupro. Lo ha deciso il gip Rita Cialoni che ha rigettato le istanze di scarcerazione avanzate dai due indagati al termine dell’interrogatorio di garanzia. Il giudice nelle motivazioni con cui ha confermato il carcere afferma che continua a sussistere il rischio di inquinamento probatorio: uno degli indagati, dopo le accuse, era riuscito a cancellare foto e video con le riprese di brutalità sulla vittima, l’altro non ci era riuscito.

Interviene anche il Procuratore Auriemma che intende mettere in fila tutti i passaggi della serata che avrebbe portato alla terribile violenza ai danni della 36enne che ha denunciato i due. Verranno ascoltate dagli inquirenti, le persone che hanno incontrato Licci e Chiricozzi nel primo locale dove i due avrebbero incontrato la ragazza che poi è stata violentata in un altro locale in centro, l’Old Manners, di solito adibito a circolo privato per i militanti di Casapound.

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Esigere lungimiranza e visione almeno su qualche argomento. Ne cito alcuni.
Di certo, non è con qualche demagogica stretta di mano che si risolve un problema che sta diventando sempre più di dimensioni continentali, anzi globali; un problema dove ballano significati differenti e troppo contraddittori di ciò che si intende per rispetto della diversità e della libertà.
Entro le prime luci del 9 settembre, i blindati con la croce nera avevano già occupato la stazione di Porta Romana, sbarrato i varchi di Valle Faul e preso il controllo dell'aeroporto deserto e dello stesso presidio di Santa Maria in Gradi.
Iniziamo la settimana mettendo "freccette" nel nostro arco.
Partiamo da un presupposto: vi avrei fotografato tutti. Ma proprio tutti, per fare un mega collage da appendere sulla parete più grande di Viterbo.
Torna l’appuntamento con il Semaforo de La Fune, l’analisi critica dei fatti che hanno segnato la settimana viterbese.
Sì, l’Uomo è incontentabile; è il suo difetto, ma anche il suo pregio, la molla che lo spinge a migliorare, a crescere, ad esplorare nuove vie, insomma a costruire la propria vita… E c’è chi bonariamente prova ad esaudire i suoi desideri. Ma che succede se la corda viene tirata troppo e il meccanismo si inceppa? E poi, possibile che nessuno si accontenti veramente? Anche ad un Creatore alla fine salta la pazienza…

“L’attesa e il silenzio ti faranno forte”

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