Nicola Zingaretti pronto a candidarsi alla successione di Matteo Renzi
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Dopo i tentennamenti dei giorni scorsi, il Governatore della Regione ha sciolto le riserve e ha lasciato intendere che potrebbe decidere di partecipare alle primarie come candidato per il dopo-Renzi.

Dalla Regione Lazio alla segreteria del PD? Nicola Zingaretti dice Sì. Dopo i tentennamenti dei giorni scorsi, il Governatore della Regione ha sciolto le riserve e ha lasciato intendere che potrebbe decidere di partecipare alle primarie come candidato per il dopo-Renzi.

Il modello di centrosinistra Zingaretti è letteralmente antitetico rispetto a quello renziano. È un modello ulivista, meno veltroniano, meno voltato verso il centro e più inclusivo della sinistra. Zingaretti infatti parla di rigenereazione “non solo del Pd, ma di tutta la sinistra”.

Zingaretti sarebbe ben voluto dall’area politica di Andrea Orlando ed ora, dopo la batosta elettorale del Pd a livello nazionale e al proprio risultato che lo ha visto portare a casa nello stesso giorno del voto delle politiche ben 350.000 voti in più rispetto al Pd, sarebbe pronto al grande passo. Un passo che Zingaretti avrebbe fatto volentieri, magari tra 5 anni, ma tra la maggioranza risicata in Regione e il destino del Pd, avrebbe capito che il suo momento è adesso.

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Partiamo da un presupposto: vi avrei fotografato tutti. Ma proprio tutti, per fare un mega collage da appendere sulla parete più grande di Viterbo.
Esigere lungimiranza e visione almeno su qualche argomento. Ne cito alcuni.
Sì, l’Uomo è incontentabile; è il suo difetto, ma anche il suo pregio, la molla che lo spinge a migliorare, a crescere, ad esplorare nuove vie, insomma a costruire la propria vita… E c’è chi bonariamente prova ad esaudire i suoi desideri. Ma che succede se la corda viene tirata troppo e il meccanismo si inceppa? E poi, possibile che nessuno si accontenti veramente? Anche ad un Creatore alla fine salta la pazienza…
Entro le prime luci del 9 settembre, i blindati con la croce nera avevano già occupato la stazione di Porta Romana, sbarrato i varchi di Valle Faul e preso il controllo dell'aeroporto deserto e dello stesso presidio di Santa Maria in Gradi.
Di certo, non è con qualche demagogica stretta di mano che si risolve un problema che sta diventando sempre più di dimensioni continentali, anzi globali; un problema dove ballano significati differenti e troppo contraddittori di ciò che si intende per rispetto della diversità e della libertà.
Torna l’appuntamento con il Semaforo de La Fune, l’analisi critica dei fatti che hanno segnato la settimana viterbese.
Iniziamo la settimana mettendo "freccette" nel nostro arco.

“L’attesa e il silenzio ti faranno forte”

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