Neve, Rotelli: "Il Comune di Viterbo è rimasto senza voce, cosa mi sarei aspettato? Almeno una pagina web dedicata all'emergenza"
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Come è stata gestita l'emergenza neve nel comune capoluogo? La risposta passa per la realtà dei fatti, sotto gli occhi di tutti e ognuno può tirare le sue somme, e la percezione che si sta avendo di quanto succede.

Come è stata gestita l’emergenza neve nel comune capoluogo? La risposta passa per la realtà dei fatti, sotto gli occhi di tutti e ognuno può tirare le sue somme, e la percezione che si sta avendo di quanto succede.

Inevitabilmente al centro c’è il cervello politico-amministrativo di Palazzo dei Priori, in questi momenti sotto il fuoco incrociato della critica e della polemica. E che i fatti di queste ore sarebbero diventati oggetto di una discussione politica, come sempre è accaduto, non ci voleva un genio per capirlo.

“Dopo la nevicata, quasi fosse una maledizione, impazza la polemica – interviene Mauro Rotelli sul suo profilo Facebook -. Al di là di qualche scarno comunicato, quello che delude di più è che il Comune sia privo di voce e, per ciò stesso, assente. Digitando sul web “piano neve Viterbo”, infatti, escono solo gli articoli dei quotidiani locali, gli unici a fare un preziosissimo lavoro di denuncia e segnalazione. Nulla da Palazzo dei Priori”.

“Cosa mi sarei aspettato? – si domanda il candidato all’uninominale alla Camera nel Viterbese -. Per esempio, una (scontatissima) pagina web comunale dedicata all’annunciata emergenza neve come prima risposta sui motori di ricerca che indicasse con chiarezza i comportamenti da tenere stabiliti dal regolamento di Polizia Municipale: la normativa in materia di utilizzo di gomme termiche, un vademecum riepilogativo sui compiti di amministrazione e privati, non più di 10 consigli utili per affrontare l’emergenza.

Una pagina per le FAQ, in cui trovare le risposte per le “domande più frequenti” con i riferimenti da contattare per le emergenze e le segnalazioni e, perché no, un numero whatsapp per gli aggiornamenti in tempo reale. Si può fare, ma per farlo bisognerebbe prima pensarlo”. 

Il piccone è affondato. 

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Partiamo da un presupposto: vi avrei fotografato tutti. Ma proprio tutti, per fare un mega collage da appendere sulla parete più grande di Viterbo.
Entro le prime luci del 9 settembre, i blindati con la croce nera avevano già occupato la stazione di Porta Romana, sbarrato i varchi di Valle Faul e preso il controllo dell'aeroporto deserto e dello stesso presidio di Santa Maria in Gradi.
Sì, l’Uomo è incontentabile; è il suo difetto, ma anche il suo pregio, la molla che lo spinge a migliorare, a crescere, ad esplorare nuove vie, insomma a costruire la propria vita… E c’è chi bonariamente prova ad esaudire i suoi desideri. Ma che succede se la corda viene tirata troppo e il meccanismo si inceppa? E poi, possibile che nessuno si accontenti veramente? Anche ad un Creatore alla fine salta la pazienza…
Torna l’appuntamento con il Semaforo de La Fune, l’analisi critica dei fatti che hanno segnato la settimana viterbese.
Iniziamo la settimana mettendo "freccette" nel nostro arco.
Esigere lungimiranza e visione almeno su qualche argomento. Ne cito alcuni.
Di certo, non è con qualche demagogica stretta di mano che si risolve un problema che sta diventando sempre più di dimensioni continentali, anzi globali; un problema dove ballano significati differenti e troppo contraddittori di ciò che si intende per rispetto della diversità e della libertà.

“L’attesa e il silenzio ti faranno forte”

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