Nessuno è profeta in patria, neanche l'Università. Tanti i viterbesi che vanno a studiare fuori, a Viterbo arrivano i fuori sede
università della tuscia
Fisioterapy Center 800x120
Gli ultimi dati forniti dal Mistero dell'Istruzione sugli iscritti e gli immatricolati, inerenti all'anno alle università italiane offrono un quadro particolarmente dettagliato sulle preferenze accademico professionali degli studenti viterbesi.

Gli ultimi dati forniti dal Mistero dell’Istruzione sugli iscritti e gli immatricolati, inerenti all’anno alle università italiane offrono un quadro particolarmente dettagliato sulle preferenze accademico professionali degli studenti viterbesi.

Le materie che ruotano intorno all’ambito di ingegneria sono quelle preferite dai residenti nella Tuscia. Sono infatti 818 gli iscritti ai corsi appartenenti a questo genere di facoltà ma, purtroppo per l’ateneo viterbese, solo 195 persone hanno scelto di studiare all’Unitus. Sono invece ben 623 quelli che hanno preferito frequentare università che si trovano a Roma.

L’Unitus si trova in una situazione analoga anche con le discipline appartenenti all’ambito medico e giuridico: se nel primo caso la Tuscia è penalizzata dalla mancanza di uno specifico percorso di laurea, nel secondo invece la differenza tra iscritti a Roma e Viterbo non è notevole come nel caso delle materie che ruotano attorno all’ambito ingegneristico.

Ma nonostante il numero elevato di studenti che scelgono di andarsene, sono comunque moltissimi i fuori sede che hanno optato per l’Unitus e per la città dei papi per la loro formazione. Oltre alla Capitale, nella quale il flusso di studenti che migrano è molto basso ed è diretto perlopiù verso le città del Nord o proprio verso Viterbo, sono numerosi gli immatricolati all’Unitus che provengono dalle città del Sud Italia, quest’ultime vittime di una vera e propria fuga di universitari.

aiac_banner_02
Partiamo da un presupposto: vi avrei fotografato tutti. Ma proprio tutti, per fare un mega collage da appendere sulla parete più grande di Viterbo.
Esigere lungimiranza e visione almeno su qualche argomento. Ne cito alcuni.
Iniziamo la settimana mettendo "freccette" nel nostro arco.
Di certo, non è con qualche demagogica stretta di mano che si risolve un problema che sta diventando sempre più di dimensioni continentali, anzi globali; un problema dove ballano significati differenti e troppo contraddittori di ciò che si intende per rispetto della diversità e della libertà.
Sì, l’Uomo è incontentabile; è il suo difetto, ma anche il suo pregio, la molla che lo spinge a migliorare, a crescere, ad esplorare nuove vie, insomma a costruire la propria vita… E c’è chi bonariamente prova ad esaudire i suoi desideri. Ma che succede se la corda viene tirata troppo e il meccanismo si inceppa? E poi, possibile che nessuno si accontenti veramente? Anche ad un Creatore alla fine salta la pazienza…
Torna l’appuntamento con il Semaforo de La Fune, l’analisi critica dei fatti che hanno segnato la settimana viterbese.
Entro le prime luci del 9 settembre, i blindati con la croce nera avevano già occupato la stazione di Porta Romana, sbarrato i varchi di Valle Faul e preso il controllo dell'aeroporto deserto e dello stesso presidio di Santa Maria in Gradi.

“L’attesa e il silenzio ti faranno forte”

ance
CAMCOMRIVT-banner-web-300x150
400 Confartigianato
CNA 300x300
Masicar300x300-optimize
asvis 2
Onda
lafune_300 x 600
domenicale post
monastero interno
aiac_banner_01
Fune 300x300
POST FB 02
Jeep_Compass_apex_300x300_200
Foto Fisioterapy Center
TdP_Inalazioni