
NEPI – Elio Scagnetti, disabile di Nepi, si è laureato in Diritto e Amministrazione Pubblica scrivendo in prima persona la tesi su ‘Schleiermacher e la teoria dell’interpretazione filosofica – Diritto ed ermeneutica in Schleiermacher’.
La laurea è stata conseguita alla Sapienza alla facoltà di giurisprudenza al corso triennale del Diritto e Amministrazione Pubblica. Il dottor Scagnetti ha maturato la conoscenza del Diritto e Amministrazione Pubblica grazie al sostegno dei tutor dello sportello dei disabili e del Responsabile Caposettore Sportello dei Disabili Dott. Fabio Mollicone, con la collaborazione dei professori della Sapienza, del Relatore Prof. Gianpaolo Bartoli, del Correlatore Prof. Gianluca Scarchillo.
Schleirmacher dalla tesi ai confronti dei filosofi che non portavano la conoscenza vera della filosofia, ha combattuto attraverso alla filosofia nel periodo 1768 – 1834. Schleirmacher denunzia quell’essere dell’uomo del senso egoismo senza luce, non emergendosi allo studio della teoria dell’interpretazione fondamentale alla sensibilità di ogni individuo, alla base della vita dell’uomo essenziale il diritto essere rispettati allo stesso modo, tempo che costituisce il nostro volere del buon senso.
Friedrich Daniel Ernsti Schleiermacher riferendosi alla sua tesi della teoria dell’interpretazione ed alla teoria dell’ermeneutica, della prontezza stabile del pensiero dell’uomo giungono fino ai nostri giorni della chiarezza del tempo della filosofia, attingendo alla teoria della filosofia del diritto.
Schleiermacher riferisce che la maturazione dell’individuo ha una dimensione temporale, dove la sua esperienza deve essere vista come un continuo studio della conoscenza e della teoria. Può accadere che vengano elaborate delle riflessioni e delle opinioni filosofiche, sulla base degli studi teorici accurati del filosofo, ma sono spesso opinioni che rimangono in un tempo presente e che tendono a svanire nel tempo.
Il senso della vita che ogni uomo può dare alla riflessione presente non è necessario che abbia un apprendimento di uno studio della ricerca storica e filosofica, al contrario lo studio di uno storico o filosofo può arricchire delle riflessioni per interpretazioni delle teorie. Questo non si applica ad opinioni presenti di un discorso ma va oltre in altri occasioni ed eventi. Dove descrive “I suoi principi regolativi sarebbero quelli propri di un calcolo delle condotte “si trae una delle tante ipotesi, dove sembra di giudicare l’uomo presente. Principalmente non si dovrebbe giudicare tale individuo ma il sistema presente deve equilibrare delle condotte di una popolazione, trarre sullo studio e il meccanismo filosofico, psicologico e comportamentale, studiare per un equilibrio della popolazione.
L’individuo è soggettivo e tante volte si esprime con discorsi per dare una verità, non tante volte si manifesta quest’attitudine, sorgono i loro pensieri che attirano un’attenzione all’interlocutore di presentarsi come essere in sé stesso.
Schleiermacher dà una riflessione positiva dell’esistenza dell’essere umano e si esprime: “Il valore della vita non risiede nel procedere della vita stessa, poiché nulla è principio a se sesto, ma trova riscontro nell’altro, nella libertà”, e “L’egoismo del piacere ha ceduto il passo alla voglia di essere qualcosa per gli altri”
Traendo una conoscenza delle mancanze e infliggere delle sanzioni all’individuo nel campo giuridico, nel cotesto sociale e giuridico sono espresse delle domande e interrogativi, ma nell’interpretazione sociale si può concentrarsi su un idealismo sia storico dello spirito umano.
Una ricerca sul senso del diritto non è sempre un distaccamento del singolo e della comunità, dove si apre una domanda “Che senso ha per me il diritto”.


















