Neonata nata morta a Belcolle, oggi l’autopsia
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VITERBO - Per la famiglia sarà presente il professor Pascali del Gemelli, nominato dal legale dei genitori che afferma: "In ospedale già da due giorni, la mamma si sentiva al sicuro".

VITERBO – Neonata nata morta a Belcolle, oggi è il giornio dell’autopsia che dovrà stabilire la causa della morte e, soprattutto, se la bimba si poteva salvare. Un passaggio molto importante che marca la differenza tra una tragica fatalità o se invece vanno individuate delle responsabilità ben precise.

L’autopsia di oggi sarà effettuata per la procura dal medico-legale Mariarosaria  Aromatario, che sarà affiancata durante l’esame dal professor Vincenzo Pascali del policlinico Gemelli di Roma che rappresenta la famiglia ed è stato nominato dall’avvocato Angelo Di Silvio, il legale della famiglia.

Queste le parole del legale: “E’ impossibile non immedesimarsi nel loro dolore. A rendere l’evento ancora più tragico, c’è il fatto che la mamma si sentiva al sicuro, si sentiva in un luogo protetto, essendo ricoverata già da due giorni in ospedale”.

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Esigere lungimiranza e visione almeno su qualche argomento. Ne cito alcuni.
Sì, l’Uomo è incontentabile; è il suo difetto, ma anche il suo pregio, la molla che lo spinge a migliorare, a crescere, ad esplorare nuove vie, insomma a costruire la propria vita… E c’è chi bonariamente prova ad esaudire i suoi desideri. Ma che succede se la corda viene tirata troppo e il meccanismo si inceppa? E poi, possibile che nessuno si accontenti veramente? Anche ad un Creatore alla fine salta la pazienza…
Iniziamo la settimana mettendo "freccette" nel nostro arco.
Entro le prime luci del 9 settembre, i blindati con la croce nera avevano già occupato la stazione di Porta Romana, sbarrato i varchi di Valle Faul e preso il controllo dell'aeroporto deserto e dello stesso presidio di Santa Maria in Gradi.
Torna l’appuntamento con il Semaforo de La Fune, l’analisi critica dei fatti che hanno segnato la settimana viterbese.
Di certo, non è con qualche demagogica stretta di mano che si risolve un problema che sta diventando sempre più di dimensioni continentali, anzi globali; un problema dove ballano significati differenti e troppo contraddittori di ciò che si intende per rispetto della diversità e della libertà.
Partiamo da un presupposto: vi avrei fotografato tutti. Ma proprio tutti, per fare un mega collage da appendere sulla parete più grande di Viterbo.

“L’attesa e il silenzio ti faranno forte”

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