“Nelle edicole mascherine alla ‘Bunny il coniglietto’, completamente inutili”
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VITERBO - Chiara Frontini (Viterbo Venti) punta il dito contro la decisione del sindaco Arena: "Schiaffo alla dignità in un momento così tragico".

VITERBO – E’ stato un atto di leggerezza e irresponsabilità annunciare la disponibilità di mascherine in numero limitato nelle edicole: così si incitano i cittadini ad uscire, rischiando assembramenti, che è esattamente il contrario di quello che si deve fare in questo momento.

Non solo: le mascherine messe a disposizione sono quelle alla “Bunny il coniglietto”, già ampiamente criticate perché praticamente inutili, quasi uno schiaffo alla dignità in un momento così tragico come quello che stiamo vivendo.

Tra l’altro, molte edicole cittadine sono chiuse nel pomeriggio. Risultato: un pellegrinaggio da un’edicola all’altra, aumentando ancora la circolazione.

In questo periodo ci siamo rimboccati le maniche per aiutare i cittadini viterbesi, evitando di commentare errori e mancanze nella gestione di questa emergenza. Ma con le mascherine Swiffer in edicola la misura è colma.

Purtroppo queste leggerezze possono avere conseguenze gravi: succede quando si prendono le decisioni sull’onda delle pressioni dell’opinione pubblica ma senza avere la lucidità di ragionare sulle conseguenze.

È sacrosanto che le mascherine vengano distribuite ai cittadini, ma non a costo di metterne a repentaglio la salute! In molti comuni si sono attrezzati con la consegna a domicilio da parte della protezione civile, che peraltro sarà impegnata anche nella consegna dei buoni alimentari: e allora, perché non efficientare gli sforzi?

Già negli ultimi giorni si nota in molti luoghi della città un aumento delle persone circolanti: non dobbiamo abbassare la guardia, se i numeri stanno diminuendo è perché i cittadini con sacrificio hanno rispettato le indicazioni di stare a casa. È difficile, ma è un sacrificio che vale la vita nostra e degli altri.

Chiara Frontini
Capogruppo Movimento Civico Viterbo Venti

 

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Entro le prime luci del 9 settembre, i blindati con la croce nera avevano già occupato la stazione di Porta Romana, sbarrato i varchi di Valle Faul e preso il controllo dell'aeroporto deserto e dello stesso presidio di Santa Maria in Gradi.
Di certo, non è con qualche demagogica stretta di mano che si risolve un problema che sta diventando sempre più di dimensioni continentali, anzi globali; un problema dove ballano significati differenti e troppo contraddittori di ciò che si intende per rispetto della diversità e della libertà.
Iniziamo la settimana mettendo "freccette" nel nostro arco.
Torna l’appuntamento con il Semaforo de La Fune, l’analisi critica dei fatti che hanno segnato la settimana viterbese.
Esigere lungimiranza e visione almeno su qualche argomento. Ne cito alcuni.
Partiamo da un presupposto: vi avrei fotografato tutti. Ma proprio tutti, per fare un mega collage da appendere sulla parete più grande di Viterbo.
Le più avanzate soluzioni tecnologiche oggi ci mettono a disposizione pacemaker e persino cuori artificiali, braccia e gambe meccanici che sopperiscono ad un handicap fisico, chip sottocutanei per pagare con il pos e aprire porte e siamo sulla buona strada per restituire la vista ai non vedenti ...

“L’attesa e il silenzio ti faranno forte”

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