

di Roberto Pomi
VITERBO – Alle 11 di questa mattina i casi di positività al Covid-19 ufficialmente registrati nella Tuscia sono 10.044. Considerando una popolazione su base provinciale di 320.279 abitanti il quadro che viene fuori racconta di un caso di Coronavirus ogni 32 persone circa.
Statisticamente ogni persona ha contatti (in senso largo), nella propria quotidianità, in media con un centinaio di persone. Praticamente ognuno ha potuto registrare parenti o conoscenti che hanno avuto a che fare con la paura e la lotta per positività al Coronavirus.
Da marzo a oggi sono circa dieci mesi di stato d’emergenza, che il Governo ha recentemente prorogato fino al prossimo 30 aprile. Una situazione difficile per tutti, riassumibile in fasi. La prima del lockdown, durato fino alle porte dell’estate e che ha messo a dura prova il tessuto economico territoriale. Quindi la parentesi estiva dove si è assaporato un illusorio e pericoloso ritorno alla normalità. Infine la seconda ondata di fine anno e ora si teme una terza ondata, che si collega alle feste natalizie e all’aumento dei contatti.
La situazione sul territorio è difficile. I più hanno e stanno mostrando grande senso di responsabilità e civiltà. Non mancano i soliti fenomeni ma tutto nella normalità. Il rischio di una terza ondata spaventa e si hanno grandi preoccupazioni per la tenuta economica. La crisi andrà ad aprire anche potenzialità ma la domanda che dobbiamo porci: sul territorio sono presenti le energie e le intelligenze che sapranno coglierle? Il rischio è che in un territorio psicologicamente depresso, votato a osservare il mondo dallo specchietto retrovisore, cresca la povertà e lo sconforto.

















