Nella Tuscia aumenta il numero dei i turisti, ma si fermano poco e spendono sempre meno
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VITERBO - Il rapporto Upi, che prende in esame il periodo dal 2013 al 2017, denota una crescita degli arrivi in tutta la provincia, ma un calo netto delle presenze e poca disponibilità a spendere da parte dei turisti.

VITERBO – L’indagine Upi sullo stato delle province del Lazio mette Viterbo in testa alla classifica degli arrivi turistici. Dal 2013 al 2017, la Tuscia ha fatto registrare una crescita del 39% del numero di persone ospitate negli esercizi ricettivi del territorio: da 203mila a 282mila.

Il trend in aumento ha riguardato sia i turisti italiani, passati da 161mila a 228mila, che gli stranieri, in crescita da 41mila a 54mila.

Sicuramente il “miracolo Civita di Bagnoregio” ha influito notevolmente, essendo una realtà turistica capace di attirare, da sola, milioni di turisti.

Pur tuttavia se il numero dei turisti è in aumento, infatti,  purtroppo cala quello delle presenze, ossia il numero delle notti trascorse dai clienti negli esercizi ricettivi. Dal 2013 al 2017 si è scesi da 993mila a 921mila presenze ( -7,2% ).

A scendere è anche la spesa complessiva dei turisti stranieri sul territorio. L’indagine Upi, basata sui dati di Bankitalia, parla di un crollo  da 63,6 milioni di euro del 2013 a 24,8 milioni del 2017.

Dunque la vera sfida per il futuro non sarà solo quella di portare i turisti nella Tuscia, ma di aumentare i tempi di permanenza turistica sul nostro territorio, magari promuovendo un’offerta che incentivi i turisti a spendere qualche soldino in più.

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Partiamo da un presupposto: vi avrei fotografato tutti. Ma proprio tutti, per fare un mega collage da appendere sulla parete più grande di Viterbo.
Sì, l’Uomo è incontentabile; è il suo difetto, ma anche il suo pregio, la molla che lo spinge a migliorare, a crescere, ad esplorare nuove vie, insomma a costruire la propria vita… E c’è chi bonariamente prova ad esaudire i suoi desideri. Ma che succede se la corda viene tirata troppo e il meccanismo si inceppa? E poi, possibile che nessuno si accontenti veramente? Anche ad un Creatore alla fine salta la pazienza…
Torna l’appuntamento con il Semaforo de La Fune, l’analisi critica dei fatti che hanno segnato la settimana viterbese.
Iniziamo la settimana mettendo "freccette" nel nostro arco.
Di certo, non è con qualche demagogica stretta di mano che si risolve un problema che sta diventando sempre più di dimensioni continentali, anzi globali; un problema dove ballano significati differenti e troppo contraddittori di ciò che si intende per rispetto della diversità e della libertà.
Esigere lungimiranza e visione almeno su qualche argomento. Ne cito alcuni.
Entro le prime luci del 9 settembre, i blindati con la croce nera avevano già occupato la stazione di Porta Romana, sbarrato i varchi di Valle Faul e preso il controllo dell'aeroporto deserto e dello stesso presidio di Santa Maria in Gradi.

“L’attesa e il silenzio ti faranno forte”

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