Per ogni turista che viene a Viterbo, ad Avignone ne arriva un pullman intero
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Gli Stati Generali La Fune
Nella città dei Papi francese le visite annuali di turisti al Palazzo Papale sono 600 mila. 40 volte in più rispetto a quelle a Viterbo.

 

Viterbo e Avignone, Davide e Golia. Un gigante, Avignone, contro un nano, Viterbo. Mettendo infatti a confronto i dati dell’affluenza turistica delle due città e dei due Palazzo papali Viterbo ne esce con le ossa rotte.

L’immagine che vedete qui sopra è l’immagine di copertina della pagina Facebook del Polo Museale Colle del Duomo che annuncia il numero di visitatori annui: 15 mila, per una città di 60 mila abitanti. Rispolvero un dato che avevo chiesto all’ufficio del turismo di Avignone (90 mila abitanti) un anno e mezzo fa. Nella città dei Papi francese le visite annuali di turisti al Palazzo Papale sono 600 mila. 40 volte in più rispetto a quelle a Viterbo.

Ovviamente questo non ha niente a che vedere con chi gestisce il Polo Museale stesso. Qui si parla di promozione della città, promozione che ha programmato la classe dirigente viterbese (non solo politica) che ha governato fino a oggi Viterbo, raccogliendo questi miseri risultati. Una classe dirigente che è riuscita nell’impresa di farsi distaccare di ben 40 volte dalla sua omologa francese, che non ha nemmeno il vantaggio di essere a 80km di Roma.

 

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Di certo, non è con qualche demagogica stretta di mano che si risolve un problema che sta diventando sempre più di dimensioni continentali, anzi globali; un problema dove ballano significati differenti e troppo contraddittori di ciò che si intende per rispetto della diversità e della libertà.
Partiamo da un presupposto: vi avrei fotografato tutti. Ma proprio tutti, per fare un mega collage da appendere sulla parete più grande di Viterbo.
Esigere lungimiranza e visione almeno su qualche argomento. Ne cito alcuni.
Entro le prime luci del 9 settembre, i blindati con la croce nera avevano già occupato la stazione di Porta Romana, sbarrato i varchi di Valle Faul e preso il controllo dell'aeroporto deserto e dello stesso presidio di Santa Maria in Gradi.
Iniziamo la settimana mettendo "freccette" nel nostro arco.
Sì, l’Uomo è incontentabile; è il suo difetto, ma anche il suo pregio, la molla che lo spinge a migliorare, a crescere, ad esplorare nuove vie, insomma a costruire la propria vita… E c’è chi bonariamente prova ad esaudire i suoi desideri. Ma che succede se la corda viene tirata troppo e il meccanismo si inceppa? E poi, possibile che nessuno si accontenti veramente? Anche ad un Creatore alla fine salta la pazienza…
Torna l’appuntamento con il Semaforo de La Fune, l’analisi critica dei fatti che hanno segnato la settimana viterbese.

“L’attesa e il silenzio ti faranno forte”

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