


IL CORNER DEL PROFESSORE – Leggo che il tasso di natalità nel 2025 è sceso a 1,04 % per donna del Viterbese. La contrattura dal già basso 1,18 è significativa. Se la tendenza fosse confermata tra 10 anni chiuderanno metà delle classi-sezioni della scuola elementare e tra 20 di tutte le scuole. Molti insegnanti diverranno disoccupati e si dovrà accorpare sempre più scuole.
Tutta l’economia che gira intorno all’età da 0 a 15 (vestiti, spazi ricreativi, soccorso compiti, babysitter, colazioni, quaderni, banchi etc) subirà uno scossone negativo. Ai parchi ci saranno sempre meno bambini e i nonni saranno più depressi. Non ci sono dubbi: i problemi veri di Viterbo sono due: economia e contrazione demografica, ovviamente strettamente connessi. Sicuramente la società è evoluta e la possibilità, sempre maggiore di scegliere il proprio destino influenza non solo il numero delle nascite. La mia paura è che non sia solo questo: internet e tutta l’infinita quantità di porno, facilmente scaricabile, hanno ridotto la curiosità; la pandemia ha ridotto la socialità ed essere amici solo sui social è una vera possibilità. Mi domando, i giovani fanno l’amore come avremmo voluto farlo noi? La mia sensazione è che non lo facciano.
La contrazione del numero dei nuovi nati potrebbe anche dipendere dalla assoluta disponibilità di contraccettivi e l’acquistata conoscenza su fisiologia e gravidanze indesiderate. Mi sembra che il risultato sia un macro problema. Ovviamente tutti gli individui debbono fare cosa ritengono giusto ma ho almeno un enorme “ma”. La società ha un enorme problema e le nostre città diventeranno presto deserte. In contro tendenza sul numero di bambini per donna in Tuscia, è il comune di Villa San Giovanni in Tuscia. Il triplice effetto di “Tuscia in Fiore”, “il cammino dei tre Villaggi” e un sindaco giovane ed intelligente, Fabio Latini, che ha introdotto il tempo pieno alle elementari perché ha capito che anche la scuola deve servire le esigenze della società, hanno fatto la differenza. Ci sono altri comuni col tempo pieno e con eventi o attrattori potenti. Per creare l’alchimia quasi magica serve la confluenza di più fattori. A Villa si respira una “sensazione diffusa” positiva. Lo definisco orgoglio campanilistico. Villa San Giovanni in Tuscia cresce, i ragazzi tornano da fuori e rilevano attività, altri creano prodotti e sono tutti orgogliosi del proprio paese. Per mesi tutti lavorano con passione per presentarsi al meglio durante il prossimo Tuscia in Fiore.
Normalmente uno schieramento vince le elezioni per poche decine di voti. L’ultima volta il sindaco ha vinto con più di 300 voti di scarto. Villa sembra fuori dal tempo. Il mondo subisce problemi guerre e derive totalitarie. A Villa regna la democrazia, le persone vanno d’accordo e, per fortuna, in molti fanno l’amore. Perdonate la mia schiettezza ma senza “la corrispondenza di amorosi sensi” tutto passa in secondo grado e diventa complicato. Quando parlo di Neo Rinascimento del XXI secolo non cerco il nuovo Leonardo da Vinci o il divino Michelangelo. Cerco di indirizzare la città che tengo stretta al cuore verso un percorso virtuoso che porti a quella sensazione diffusa oggi dominante a Villa San Giovanni in Tuscia.
Come si fa? Dobbiamo creare un modello economico basato sull’esaltazione dell’esistente perché senza indipendenza economica è difficile. Dobbiamo provare a contribuire in mille modi a quella sensazione che si percepisce a Villa. Basta litigare, basta discutere, basta muro contro muro. Diciamo bravo a chiunque se lo meriti, con i fatti non solo con le parole. La mozzarella è buonissima a Viterbo? Comprate solo mozzarella locale. Il gelato è superbo? Comprate solo quello artigianale. L’olio è buono in Tuscia? Esigete a casa ed al ristorante l’olio della Tuscia e cosi via. Non credo di chiedere troppo, è più un atteggiamento che altro. Di sicuro una comunità che condivide i valori è inarrestabile. Se fossimo in tanti presto saremmo tutti. Quando chiedo di fare molto di più l’amore mi riferisco a tutti: giovani e meno giovani. La vita è bella, perché scegliere di vivere male? Certo che se dai tanti atti di passione nascesse qualche figlio in più sarebbe cosa buona e giusta.
















