Nel Viterbese lavorano 115mila persone e stanno in pensione 126mila, una provincia in squilibrio
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VITERBO - Una fotografia che immortala una provincia invecchiata, poco dinamica sul piano economico e dove non c'è equilibrio. 

VITERBO – Nel Viterbese, ogni mese, l’Inps paga 126mila pensioni. Su una popolazione complessiva, a livello provinciale, di 320mila persone è chiaro che più di un terzo dei residenti è pensionato. 

Gli occupati invece risultano essere 115mila, 12mila unità in meno rispetto a chi percepisce pensione. La Tuscia è quindi una provincia dove è già saltato l’equilibrio tra lavoratori in forza, che versano contributi, e chi percepisce pensione. Un terzo della popolazione è comunque attiva. Rimane fuori un ultimo terzo che è fatto da bambini, giovani e neet. 

Una fotografia che immortala una provincia invecchiata, poco dinamica sul piano economico e dove non c’è equilibrio. 

 

 

Foto Fisioterapy Center

 

 

 

 

 

 

Foto Fisioterapy Center

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Entro le prime luci del 9 settembre, i blindati con la croce nera avevano già occupato la stazione di Porta Romana, sbarrato i varchi di Valle Faul e preso il controllo dell'aeroporto deserto e dello stesso presidio di Santa Maria in Gradi.
Partiamo da un presupposto: vi avrei fotografato tutti. Ma proprio tutti, per fare un mega collage da appendere sulla parete più grande di Viterbo.
Esigere lungimiranza e visione almeno su qualche argomento. Ne cito alcuni.
Sì, l’Uomo è incontentabile; è il suo difetto, ma anche il suo pregio, la molla che lo spinge a migliorare, a crescere, ad esplorare nuove vie, insomma a costruire la propria vita… E c’è chi bonariamente prova ad esaudire i suoi desideri. Ma che succede se la corda viene tirata troppo e il meccanismo si inceppa? E poi, possibile che nessuno si accontenti veramente? Anche ad un Creatore alla fine salta la pazienza…
Torna l’appuntamento con il Semaforo de La Fune, l’analisi critica dei fatti che hanno segnato la settimana viterbese.
Di certo, non è con qualche demagogica stretta di mano che si risolve un problema che sta diventando sempre più di dimensioni continentali, anzi globali; un problema dove ballano significati differenti e troppo contraddittori di ciò che si intende per rispetto della diversità e della libertà.
Iniziamo la settimana mettendo "freccette" nel nostro arco.

“L’attesa e il silenzio ti faranno forte”

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