
VITERBO – Il presidente dell’Osservatorio sicurezza e legalità della regione Lazio, Gianpiero Cioffredi, ha dichiarato che il Lazio è la terza regione italiana con il più alto numero di operazioni finanziarie sospette dopo Lombardia e Campania per l’anno 2018.
Nel Lazio il numero di operazioni finanziarie sospette è di 9mila e 545. A Viterbo le segnalazioni sono state 232.
“I dati elaborati dall’unita’ di informazione finanziaria della Banca d’Italia, attraverso le segnalazioni di operatori finanziari pubblici e privati, confermano l’allarme lanciato nell’ultima relazione semestrale della dia in cui Roma e il Lazio sono rappresentati come polo di attrazione per le mafie – afferma Giampiero Cioffredi – Le operazioni finanziarie sospette infatti riguardano principalmente le attivita’ di riciclaggio connesse alla criminalità organizzata e in parte alla corruzione e all’evasione fiscale, fenomeni di frequente intrecciati fra loro”.
Il presidente dell’osservatorio sicurezza e legalità aggiunge: “Il riciclaggio svolge una funzione inclusiva dei criminali nella vita sociale ed economica e realizza un perverso intreccio fra soggetti e risorse legali e illegali. La criminalità organizzata vede convivere livelli meno evoluti, dediti ad attività delittuose legate al territorio e più esposte alle azioni di contrasto, con livelli più sofisticati con approccio di tipo affaristico per gestire i propri interessi illegittimi”.
Giampiero Cioffredi infine specifica quali sono i settori maggiormente interessati dal fenomeno. Particolarmente colpiti l’edilizia, le società finanziarie e immobiliari, il commercio.
“I settori in cui le mafie continuano incessantemente a investire i propri capitali sono rappresentati soprattutto dall’edilizia, dalle società finanziarie e immobiliari, e nell’ambito del commercio, dall’abbigliamento, dalle concessionarie di auto, dalla ristorazione e dalle sale da gioco – ha affermato -. L’obiettivo di contrastare la zona grigia rappresentata da chi trova conveniente non porsi domande di fronte alle operazioni sospette di riciclaggio non può essere delegato solo alla splendida ed efficace azione di contrasto della direzione distrettuale antimafia di Roma e delle forze di polizia. Da parte del sistema delle imprese serve una maggiore consapevolezza dei rischi che la penetrazione criminale produce sul tessuto economico romano con effetti capaci di sviluppare una forza disgregante dei valori civili in danno dell’economia sana”.


















