Nel nome della Beata Armida Barelli una borsa di studio per gli studenti delle superiori di Viterbo
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La Beata Armida ha messo a servizio la sua vita per i giovani e la loro formazione ed è legata a Viterbo per il legame di devozione a santa Rosa.

VITERBO – Al monastero di Santa Rosa una cappella dedicata alla Beata Armida Barelli, proprio nella cella dove era solita dormire quando veniva in visita alla patrona viterbese a cui era devota. Nella mattina di mercoledì 28 di maggio la benedizione del luogo, a seguito di un convegno organizzato dall’Istituto Giuseppe Toniolo, di cui è vicepresidente il viterbese Giuseppe Fioroni, dal titolo ‘Una scelta di libertà’.

La Beata Armida ha messo a servizio la sua vita per i giovani e la loro formazione ed è legata a Viterbo per il legame di devozione a santa Rosa. In questa occasione è stata presentata la borsa di studio per gli studenti delle scuole superiori di Viterbo, nell’ambito del concorso Opera Prima dell’Istituto Toniolo per promuovere i valori in cui Armida Barelli ha creduto e vissuto.

All’incontro sono intervenuti il vicepresidente del Toniolo Fioroni, l’arcivescovo di Milano Monsignor Mario Delpini, suor Daniana Ardesi (presidente della Fondazione delle Clarisse Urbaniste), la professoressa Barbara Pandolfi (vicepostulatrice per la Causa di Beatificazione di Armida Barelli) e il vescovo di Viterbo Orazio Francesco Piazza.

 

 

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Entro le prime luci del 9 settembre, i blindati con la croce nera avevano già occupato la stazione di Porta Romana, sbarrato i varchi di Valle Faul e preso il controllo dell'aeroporto deserto e dello stesso presidio di Santa Maria in Gradi.
Di certo, non è con qualche demagogica stretta di mano che si risolve un problema che sta diventando sempre più di dimensioni continentali, anzi globali; un problema dove ballano significati differenti e troppo contraddittori di ciò che si intende per rispetto della diversità e della libertà.
Torna l’appuntamento con il Semaforo de La Fune, l’analisi critica dei fatti che hanno segnato la settimana viterbese.
Iniziamo la settimana mettendo "freccette" nel nostro arco.
Partiamo da un presupposto: vi avrei fotografato tutti. Ma proprio tutti, per fare un mega collage da appendere sulla parete più grande di Viterbo.
Esigere lungimiranza e visione almeno su qualche argomento. Ne cito alcuni.
Sì, l’Uomo è incontentabile; è il suo difetto, ma anche il suo pregio, la molla che lo spinge a migliorare, a crescere, ad esplorare nuove vie, insomma a costruire la propria vita… E c’è chi bonariamente prova ad esaudire i suoi desideri. Ma che succede se la corda viene tirata troppo e il meccanismo si inceppa? E poi, possibile che nessuno si accontenti veramente? Anche ad un Creatore alla fine salta la pazienza…

“L’attesa e il silenzio ti faranno forte”

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