Nel McDonald’s dei sogni: il ritorno de "Il principe dei sogni belli" al Teatro San Leonardo
PSB
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Il principe dei sogni belli è un’esperienza: mette in discussione maschere sociali, ruoli familiari e aspettative, e spinge a riflettere su cosa significhi davvero proteggere chi amiamo.

VITERBO – Un McDonald’s immaginario diventa teatro di un dramma familiare e di una favola contemporanea. Sabato 20 settembre alle 19.30, il Teatro San Leonardo riporta in scena Il principe dei sogni belli.

Scritto da Tobia Rossi e diretto da Pierpaolo Sepe, lo spettacolo affronta con delicatezza e coraggio uno dei temi più complessi della crescita: il passaggio alla vita adulta per un giovane con autismo. Protagonista è Elio, imprenditore di provincia, che decide di organizzare per il figlio Bruno – che preferisce farsi chiamare Joshi – la sua prima esperienza sessuale. Lo scenario è surreale: un fast food ai margini della città, un giovane escort dai capelli azzurri, e il desiderio del padre di trasformare un atto concreto in un rito di passaggio, rispettando le fantasie e i sogni che popolano l’universo interiore del figlio.

La regia di Sepe trasforma questo non-luogo in uno spazio sospeso, dove il confine tra realtà e immaginazione si fa labile. Sul palco, Noemi Francesca e Riccardo Festa incarnano personaggi che diventano specchio di fragilità e desideri universali. I costumi di Rossella Oppedisano e le scene di Francesco Ghisu aggiungono strati di simbolismo visivo, mentre l’assenza fisica di Joshi rende il giovane il vero centro emotivo della storia: il pubblico lo percepisce, lo attende, lo immagina.

Più che uno spettacolo, Il principe dei sogni belli è un’esperienza: mette in discussione maschere sociali, ruoli familiari e aspettative, e spinge a riflettere su cosa significhi davvero proteggere chi amiamo.

Al termine della rappresentazione, il Bistrot del Teatro San Leonardo apre le porte al pubblico per una cena a buffet con gli artisti, occasione ideale per discutere di teatro, vita e sogni. Prenotazioni al +39 392 301 8173.

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Entro le prime luci del 9 settembre, i blindati con la croce nera avevano già occupato la stazione di Porta Romana, sbarrato i varchi di Valle Faul e preso il controllo dell'aeroporto deserto e dello stesso presidio di Santa Maria in Gradi.
Sì, l’Uomo è incontentabile; è il suo difetto, ma anche il suo pregio, la molla che lo spinge a migliorare, a crescere, ad esplorare nuove vie, insomma a costruire la propria vita… E c’è chi bonariamente prova ad esaudire i suoi desideri. Ma che succede se la corda viene tirata troppo e il meccanismo si inceppa? E poi, possibile che nessuno si accontenti veramente? Anche ad un Creatore alla fine salta la pazienza…
Iniziamo la settimana mettendo "freccette" nel nostro arco.
Partiamo da un presupposto: vi avrei fotografato tutti. Ma proprio tutti, per fare un mega collage da appendere sulla parete più grande di Viterbo.
Esigere lungimiranza e visione almeno su qualche argomento. Ne cito alcuni.
Di certo, non è con qualche demagogica stretta di mano che si risolve un problema che sta diventando sempre più di dimensioni continentali, anzi globali; un problema dove ballano significati differenti e troppo contraddittori di ciò che si intende per rispetto della diversità e della libertà.
Torna l’appuntamento con il Semaforo de La Fune, l’analisi critica dei fatti che hanno segnato la settimana viterbese.

“L’attesa e il silenzio ti faranno forte”

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