Nel Lazio il numero di ‘contagi zero’ potrebbe essere registrato dal 12 maggio
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ROMA - La tabella dell'Osservatorio nazionale sulla salute con i dati per le diverse regioni italiane indica nella data del 12 maggio il giorno in cui nel Lazio si avrebbero zero contagi.

ROMA – L’Osservatorio  nazionale sulla salute coordinato da Walter Ricciardi, direttore dell’Osservatorio e ordinario di Igiene all’Università Cattolica, e da Alessandro Solipaca, direttore scientifico dell’Osservatorio ha pubblicato sul proprio sito uno studio.

Lo stop dei contagi da nuovo Coronavirus potrebbe verificarsi “nel Lazio almeno il 12 maggio”. Le prime regioni a tirare un sospiro di sollievo “potrebbero essere Basilicata e Umbria il 21 aprile”.  Il contagio zero “non si verificherà prima di fine giugno in Lombardia e nelle Marche”.

Le regioni del Centro-Nord saranno le ultime a liberarsi dal Covid-19”.

La fine dell’emergenza Covid – 19, secondo lo studio, non sarà quindi omogenea su tutto il territorio italiano. 

Ma dall’ Osservatorio ci tengono a precisare che le proiezioni tengono conto dei provvedimenti di lockdown introdotti dal Decreto della Presidenza del Consiglio: “Pertanto eventuali misure di allentamento del lockdown, con riaperture delle attività e della circolazione di persone che dovessero intervenire a partire da oggi, renderebbero le proiezioni non più verosimili”.

 

 

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Iniziamo la settimana mettendo "freccette" nel nostro arco.
Entro le prime luci del 9 settembre, i blindati con la croce nera avevano già occupato la stazione di Porta Romana, sbarrato i varchi di Valle Faul e preso il controllo dell'aeroporto deserto e dello stesso presidio di Santa Maria in Gradi.
Sì, l’Uomo è incontentabile; è il suo difetto, ma anche il suo pregio, la molla che lo spinge a migliorare, a crescere, ad esplorare nuove vie, insomma a costruire la propria vita… E c’è chi bonariamente prova ad esaudire i suoi desideri. Ma che succede se la corda viene tirata troppo e il meccanismo si inceppa? E poi, possibile che nessuno si accontenti veramente? Anche ad un Creatore alla fine salta la pazienza…
Torna l’appuntamento con il Semaforo de La Fune, l’analisi critica dei fatti che hanno segnato la settimana viterbese.
Di certo, non è con qualche demagogica stretta di mano che si risolve un problema che sta diventando sempre più di dimensioni continentali, anzi globali; un problema dove ballano significati differenti e troppo contraddittori di ciò che si intende per rispetto della diversità e della libertà.
Partiamo da un presupposto: vi avrei fotografato tutti. Ma proprio tutti, per fare un mega collage da appendere sulla parete più grande di Viterbo.
Esigere lungimiranza e visione almeno su qualche argomento. Ne cito alcuni.

“L’attesa e il silenzio ti faranno forte”

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