Nel "dies natalis" di Santa Rosa il suo cuore sarà venerato alla Crocetta


VITERBO - 6 marzo, il giorno del "dies natalis" (della nascita in cielo) di Santa Rosa. Un giorno importante e di fede per il capoluogo della Tuscia. Dalle 16 di questo giovedì il Cuore sarà alla chiesa della Crocetta per la venerazione.
VITERBO – 6 marzo, il giorno del “dies natalis” (della nascita in cielo) di Santa Rosa. Un giorno importante e di fede per il capoluogo della Tuscia. Dalle 16 di questo giovedì il Cuore sarà alla chiesa della Crocetta per la venerazione.
Alle 17.30 dalla Chiesa di S. Maria in Poggio (Crocetta) partirà la processione con il Cuore portato dai facchini e si snoderà verso Via Mazzini, Corso Italia, Via della Sapienza, Via Marconi, Piazza G. Verdi e Via Santa Rosa.
Al Santuario alle ore 18.30 prevista la celebrazione eucaristica presieduta dal vescovo Mons. Orazio Francesco Piazza. La Santa Messa sarà animata dagli allievi della Scuola Marescialli Aeronautica Militare/Comando Aeroporto e della Scuola Sottufficiali dell’Esercito Italiano.

Iniziamo la settimana mettendo "freccette" nel nostro arco.
Sì, l’Uomo è incontentabile; è il suo difetto, ma anche il suo pregio, la molla che lo spinge a migliorare, a crescere, ad esplorare nuove vie, insomma a costruire la propria vita… E c’è chi bonariamente prova ad esaudire i suoi desideri. Ma che succede se la corda viene tirata troppo e il meccanismo si inceppa? E poi, possibile che nessuno si accontenti veramente? Anche ad un Creatore alla fine salta la pazienza…
Torna l’appuntamento con il Semaforo de La Fune, l’analisi critica dei fatti che hanno segnato la settimana viterbese.
di Roberto Pomi
Di certo, non è con qualche demagogica stretta di mano che si risolve un problema che sta diventando sempre più di dimensioni continentali, anzi globali; un problema dove ballano significati differenti e troppo contraddittori di ciò che si intende per rispetto della diversità e della libertà.
Entro le prime luci del 9 settembre, i blindati con la croce nera avevano già occupato la stazione di Porta Romana, sbarrato i varchi di Valle Faul e preso il controllo dell'aeroporto deserto e dello stesso presidio di Santa Maria in Gradi.
di Roberto Pomi
Esigere lungimiranza e visione almeno su qualche argomento. Ne cito alcuni.
Partiamo da un presupposto: vi avrei fotografato tutti. Ma proprio tutti, per fare un mega collage da appendere sulla parete più grande di Viterbo.



















