Nel capoluogo sta per scoppiare la "guerra della cacca"
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VITERBO - C'è quella dei "Trenta anni", quella addirittura dei "Cento anni", dove continuavano a darsele di santa ragione senza ricordare più il perché, oppure quella "dell'oppio", quella delle bande "narcos" o anche "dei diamanti" in Africa.

VITERBO – C’è quella dei “Trenta anni”, quella addirittura dei “Cento anni”, dove continuavano a darsele di santa ragione senza ricordare più il perché, oppure quella “dell’oppio”, quella delle bande “narcos” o anche “dei diamanti” in Africa.

Dalla storia all’attualità il mondo è stato e continua a essere pieno di guerre. Nel capoluogo della Tuscia però stanno maturando le condizioni per farne esplodere una di quelle mai registrate e sorprendenti: “la guerra della cacca”; quella di cane of course

Abbiamo lanciato l’allarme nei giorni scorsi, raccogliendo prime avvisaglie di nervi scoperti e da quel momento una pioggia di segnalazioni praticamente da ogni angolo della città. C’è anche chi si è divertito a calcolare la quantità di “cacca di cane” che statisticamente ogni giorno “concima” le strade e i parchi di Viterbo. 

In effetti, a giudicare dalle deiezioni canine (termine imparato a Oxford) rintracciabili su suolo pubblico, i viterbesi hanno un cattivo rapporto con i sacchettini per raccogliere i bisogni dei propri amati animali. E hanno l’incivile abitudine di regalare emozioni da brivido a casuali sfortunati passanti che non potendo portare a casa con sé un simpatico cagnolino possono ritrovarsi a rincasare, con gaudio dell’intero nucleo domestico, con qualche parte interna di cane. Molto interna. Non buona certo  per le carezze dei bambini ma utile a stimolare parole poco carine che insozzano, oltre alle scarpe, anche l’anima. 

Ci domandiamo: quanto può durare prima che qualche incivile abbandona rifiuti non venga linciato a furore di popolo? Anche perché non è mancato chi, nei propri messaggi alla redazione, è stato molto esplicito nel raccontare il comportamento esatto di precise persone cultori della “cacata libera” per i propri cani. Ora, pur essendo certi che questo comportamento incivile troverà punizione nella vita eterna, condannando gli autori al supplizio ben rappresentato nel famigerato “caca-anime” medievale (esempi fulgidi potete trovarne a San Petronio a Bologna o al cimitero monumentale di Pisa), ci domandiamo se non sia il caso di portare la questione in consiglio comunale. 

Un’anima pia, di maggioranza o di minoranza, può fare presente che bisogna “scatenare” i vigili urbani per stroncare, a suon di multe, la vergognosa abitudine di alcuni viterbesi di non raccogliere gli escrementi del proprio cane? Almeno così magari, impegnando i vigili su una cosa molto utile per la città, eviteremo a qualche ragazzo delle scuole di rincasare a casa con il motorino e la multa sul cruscotto.

Non serve “beccare” i trasgressori mentre il cane fa il bisogno. E’ sufficiente fare un’ordinanza che obbliga a circolare col cane e con le bustine per raccogliere e fermare anche a caso per verificare che chi è cane-munito abbia “il guanto magico” per pulire eventuali deiezioni. Fioccherebbero le sanzioni perché il malcostume è tanto e fare finta di niente impossibile, la gente ne ha le scarpe piene e finire per etichettare Viterbo “una città di merda” è un attimo. 

La vita eterna dopo la morte di chi lascia la cacca del proprio cane su suolo pubblico

 

Foto Fisioterapy Center

 

 

 

 

 

 

 

 

 

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Di certo, non è con qualche demagogica stretta di mano che si risolve un problema che sta diventando sempre più di dimensioni continentali, anzi globali; un problema dove ballano significati differenti e troppo contraddittori di ciò che si intende per rispetto della diversità e della libertà.
Esigere lungimiranza e visione almeno su qualche argomento. Ne cito alcuni.
Partiamo da un presupposto: vi avrei fotografato tutti. Ma proprio tutti, per fare un mega collage da appendere sulla parete più grande di Viterbo.
Torna l’appuntamento con il Semaforo de La Fune, l’analisi critica dei fatti che hanno segnato la settimana viterbese.
Sì, l’Uomo è incontentabile; è il suo difetto, ma anche il suo pregio, la molla che lo spinge a migliorare, a crescere, ad esplorare nuove vie, insomma a costruire la propria vita… E c’è chi bonariamente prova ad esaudire i suoi desideri. Ma che succede se la corda viene tirata troppo e il meccanismo si inceppa? E poi, possibile che nessuno si accontenti veramente? Anche ad un Creatore alla fine salta la pazienza…
Iniziamo la settimana mettendo "freccette" nel nostro arco.
Entro le prime luci del 9 settembre, i blindati con la croce nera avevano già occupato la stazione di Porta Romana, sbarrato i varchi di Valle Faul e preso il controllo dell'aeroporto deserto e dello stesso presidio di Santa Maria in Gradi.

“L’attesa e il silenzio ti faranno forte”

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