Nel capoluogo è bagarre anche sul taglio degli alberi
Tigli via Pietro Vanni 05
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Ancora il taglio degli alberi torna a dividere gli animi in città. Il Comune ha autorizzato il taglio, i difensori delle piante non ne ravvedono le ragioni. C'è un modo per evitare queste contrapposizioni inutili?

Giochiamo alla viterbese? Non sapete come funziona? Semplice, tutti contro tutti. Non c’è situazione in città che non dia fiato a polemiche e contrapposizioni. Tra queste, spesso e volentieri, il taglio di alberi. 

In queste ore il Comune di Viterbo ha dato autorizzazione al taglio di tre tigli in via Pietro Vanni. Un fatto che ha acceso un fitto dibattito sui profili social di diversi cittadini. Secondo Palazzo dei Priori queste piante vanno tolte di mezzo perché, avendo la base secca, rappresenterebbero un pericolo. Secondo i contestatori dietro a questo taglio ci sarebbero richieste di privati che se la sono presa con gli alberi perché gli “abbuiano” le stanze. Altri dicono che il tutto è sempre dovuto a privati che avrebbero richiesto il taglio dei tigli perché le radici degli stessi comprometterebbero le fondamenta del palazzo. Sempre i contestatori a richiesta di vedere questi danni causati dalle radici si sarebbero visti negare la possibilità di verifica.

Roba incredibile insomma. In questa città non si riesce neppure a capire la verità su semplici casi di taglio degli alberi. Visto che questa contrapposizione tra il Palazzo che autorizza i tagli e i “difensori” delle piante sta diventando una scena sempre più frequente, forse sarebbe il caso di studiare un meccanismo che eviti tutto questo.

 

 

 

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Entro le prime luci del 9 settembre, i blindati con la croce nera avevano già occupato la stazione di Porta Romana, sbarrato i varchi di Valle Faul e preso il controllo dell'aeroporto deserto e dello stesso presidio di Santa Maria in Gradi.
Iniziamo la settimana mettendo "freccette" nel nostro arco.
Esigere lungimiranza e visione almeno su qualche argomento. Ne cito alcuni.
Torna l’appuntamento con il Semaforo de La Fune, l’analisi critica dei fatti che hanno segnato la settimana viterbese.
Di certo, non è con qualche demagogica stretta di mano che si risolve un problema che sta diventando sempre più di dimensioni continentali, anzi globali; un problema dove ballano significati differenti e troppo contraddittori di ciò che si intende per rispetto della diversità e della libertà.
Sì, l’Uomo è incontentabile; è il suo difetto, ma anche il suo pregio, la molla che lo spinge a migliorare, a crescere, ad esplorare nuove vie, insomma a costruire la propria vita… E c’è chi bonariamente prova ad esaudire i suoi desideri. Ma che succede se la corda viene tirata troppo e il meccanismo si inceppa? E poi, possibile che nessuno si accontenti veramente? Anche ad un Creatore alla fine salta la pazienza…
Partiamo da un presupposto: vi avrei fotografato tutti. Ma proprio tutti, per fare un mega collage da appendere sulla parete più grande di Viterbo.

“L’attesa e il silenzio ti faranno forte”

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