Nel braccio di ferro Comune-locali spunta l'idea di "Un patto per la notte"
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Entro novembre dovrebbe essere approntata una bozza di un patto, sulla scia di quello fatto a Firenze e chiamato “patto per la notte”. “Serve un dialogo costante”.

Sonia Perà ha incontrato i gestori dei locali pubblici finiti nel mirino lo scorso inverso. L’assessore allo sviluppo economico ha discusso con loro alcuni aspetti riguardanti l’attività che svolgono. Alcuni contrasti e l’applicazione severa di alcune norme aveva portato il Comune a comminare sanzioni pesantissime che avevano pesato enormemente sul bilancio di alcune giovani realtà.

“Insieme – commenta l’assessore – abbiamo cercato soluzioni per conciliare le esigenze dei gestori dei pubblici esercizi, quelle degli altri operatori commerciali diurni e quelle della popolazione residente nelle zone interessate, che giustamente esige la tutela del diritto alla quiete e al decoro dell’ambiente in cui vive”.

Entro novembre dovrebbe essere approntata una bozza di un patto, sulla scia di quello fatto a Firenze e chiamato “patto per la notte”. “Serve un dialogo costante”.

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Sì, l’Uomo è incontentabile; è il suo difetto, ma anche il suo pregio, la molla che lo spinge a migliorare, a crescere, ad esplorare nuove vie, insomma a costruire la propria vita… E c’è chi bonariamente prova ad esaudire i suoi desideri. Ma che succede se la corda viene tirata troppo e il meccanismo si inceppa? E poi, possibile che nessuno si accontenti veramente? Anche ad un Creatore alla fine salta la pazienza…
Torna l’appuntamento con il Semaforo de La Fune, l’analisi critica dei fatti che hanno segnato la settimana viterbese.
Entro le prime luci del 9 settembre, i blindati con la croce nera avevano già occupato la stazione di Porta Romana, sbarrato i varchi di Valle Faul e preso il controllo dell'aeroporto deserto e dello stesso presidio di Santa Maria in Gradi.
Partiamo da un presupposto: vi avrei fotografato tutti. Ma proprio tutti, per fare un mega collage da appendere sulla parete più grande di Viterbo.
Iniziamo la settimana mettendo "freccette" nel nostro arco.
Di certo, non è con qualche demagogica stretta di mano che si risolve un problema che sta diventando sempre più di dimensioni continentali, anzi globali; un problema dove ballano significati differenti e troppo contraddittori di ciò che si intende per rispetto della diversità e della libertà.
Esigere lungimiranza e visione almeno su qualche argomento. Ne cito alcuni.

“L’attesa e il silenzio ti faranno forte”

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