Nel 2022 a Viterbo città i morti sono stati il doppio dei nati
Foto di Viterbo dall'alto
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VITERBO - Quella che emerge è una forbice sempre più consistente per allargamento negli anni nel bilancio nati/morti.

VITERBO – Nel capoluogo della Tuscia si muore il doppio di quanto si nasce. A parlare chiaro sono i dati Istat che riguardano la città dei papi. Quella che emerge è una forbice sempre più consistente per allargamento negli anni nel bilancio nati/morti.

L’ultimo dato a disposizione, sul profilo statistico, è il 2022, che ha fatto registrare 395 nascite e 884 decessi. Un saldo negativo di 489 unità. Nel 2002, esattamente venti anni prima, le cose andavano diversamente. A fronte di 426 nascite di quell’anno si registrarono 588 decessi, un saldo negativo di 162 persone. L’annata migliore, sotto questo punto di vista, è invece stata il 2010: 585 nascite e 588 morti, quasi un pareggio. Dal 2017 invece il saldo negativo ha iniziato ad aumentare in maniera importante, sia per un calo dei nuovi nati ma anche per un aumento delle morti, segno di un evidente invecchiamento della popolazione.

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

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Partiamo da un presupposto: vi avrei fotografato tutti. Ma proprio tutti, per fare un mega collage da appendere sulla parete più grande di Viterbo.
Esigere lungimiranza e visione almeno su qualche argomento. Ne cito alcuni.
Di certo, non è con qualche demagogica stretta di mano che si risolve un problema che sta diventando sempre più di dimensioni continentali, anzi globali; un problema dove ballano significati differenti e troppo contraddittori di ciò che si intende per rispetto della diversità e della libertà.
Sì, l’Uomo è incontentabile; è il suo difetto, ma anche il suo pregio, la molla che lo spinge a migliorare, a crescere, ad esplorare nuove vie, insomma a costruire la propria vita… E c’è chi bonariamente prova ad esaudire i suoi desideri. Ma che succede se la corda viene tirata troppo e il meccanismo si inceppa? E poi, possibile che nessuno si accontenti veramente? Anche ad un Creatore alla fine salta la pazienza…
Iniziamo la settimana mettendo "freccette" nel nostro arco.
Entro le prime luci del 9 settembre, i blindati con la croce nera avevano già occupato la stazione di Porta Romana, sbarrato i varchi di Valle Faul e preso il controllo dell'aeroporto deserto e dello stesso presidio di Santa Maria in Gradi.
Torna l’appuntamento con il Semaforo de La Fune, l’analisi critica dei fatti che hanno segnato la settimana viterbese.

“L’attesa e il silenzio ti faranno forte”

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