Negative tutte le suore del convento di San Francesco di Bagnoregio, è stato il cluster più rilevante dall'inizio della pandemia nella Tuscia
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BAGNOREGIO - Negativizzata anche l'ultima suora del convento di San Francesco. Si chiude definitivamente quello è stato il più grande focolaio Covid della Tuscia dall'inizio della pandemia.

BAGNOREGIO – Negativizzata anche l’ultima suora del convento di San Francesco. Si chiude definitivamente quello è stato il più grande focolaio Covid della Tuscia dall’inizio della pandemia.

105 suore positive su 115 presenti all’interno della struttura. Il tutto dal 14 dicembre. Nella giornata di ieri la comunicazione dell’ultima guarigione. “La Asl mi ha comunicato la guarigione dell’ultima suora che era risultata positiva e zero nuovo casi. Si chiude, definitivamente, il focolaio nel Convento di San Francesco”. Il commento del sindaco di Bagnoregio Luca Profili.

Il primo caso era emerso sabato 12 dicembre. Subito il primo cittadino aveva provveduto a firmare un’ordinanza che ha imposto divieto di entrata e uscita nel convento. Nella mattinata di domenica 13 dicembre la Asl, la Casa della Salute e il comitato locale di Croce Rossa si sono messi al lavoro per effettuare i test antigenici. Sono andati avanti fino a circa metà delle persone presenti nella struttura. Di fronte al risultato dell’80% di casi positivi hanno deciso di cambiare strategia e il team ha iniziato a effettuare i tamponi molecolari a tutte le 115 persone presenti. 

Tra lunedì e martedì tutti i risultati. Alla notizia dei 105 casi i timori non sono stati pochi e subito sono stati individuati altri positivi ricollegabili al cluster. Con la notizia di ieri si chiude una parentesi dura della lotta al Coronavirus nel nostro territorio. 

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Iniziamo la settimana mettendo "freccette" nel nostro arco.
Di certo, non è con qualche demagogica stretta di mano che si risolve un problema che sta diventando sempre più di dimensioni continentali, anzi globali; un problema dove ballano significati differenti e troppo contraddittori di ciò che si intende per rispetto della diversità e della libertà.
Sì, l’Uomo è incontentabile; è il suo difetto, ma anche il suo pregio, la molla che lo spinge a migliorare, a crescere, ad esplorare nuove vie, insomma a costruire la propria vita… E c’è chi bonariamente prova ad esaudire i suoi desideri. Ma che succede se la corda viene tirata troppo e il meccanismo si inceppa? E poi, possibile che nessuno si accontenti veramente? Anche ad un Creatore alla fine salta la pazienza…
Torna l’appuntamento con il Semaforo de La Fune, l’analisi critica dei fatti che hanno segnato la settimana viterbese.
Esigere lungimiranza e visione almeno su qualche argomento. Ne cito alcuni.
Partiamo da un presupposto: vi avrei fotografato tutti. Ma proprio tutti, per fare un mega collage da appendere sulla parete più grande di Viterbo.
Entro le prime luci del 9 settembre, i blindati con la croce nera avevano già occupato la stazione di Porta Romana, sbarrato i varchi di Valle Faul e preso il controllo dell'aeroporto deserto e dello stesso presidio di Santa Maria in Gradi.

“L’attesa e il silenzio ti faranno forte”

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