#NataleaViterbo, ancora qualche giorno per raccontarlo su Instagram
de carolis
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VITERBO - Ancora qualche giorno per raccontare le festività attraverso Instagram, utilizzando l'hashtag #NataleaViterbo. A ricordarlo è l'assessore alla cultura e al turismo Marco De Carolis.

VITERBO – Ancora qualche giorno per raccontare le festività attraverso Instagram, utilizzando l’hashtag #NataleaViterbo. A ricordarlo è l’assessore alla cultura e al turismo Marco De Carolis.

“Attraverso le immagini continuiamo a raccontare questi giorni di festa, le nostre passeggiate in città, quando è consentito nel rispetto delle misure antiCovid, e momenti vissuti dentro le nostre abitazioni, nei giorni che non si può uscire. Un’occasione per lasciare traccia di queste festività così diverse dagli altri anni. L’iniziativa, che si concluderà il prossimo 7 gennaio – spiega ancora l’assessore De Carolis – è frutto di un accordo tra il Comune di Viterbo e l’associazione nazionale Instagramers Italia, le community Instagramers Lazio e Instagramers Viterbo, per promuovere e alimentare un racconto collettivo del Natale a Viterbo, fuori e dentro le nostre case. Questa prima collaborazione con Instagramers Italia apre un percorso che vorremmo costruire e coltivare al meglio non appena sarà possibile tornare a vivere serenamente la nostra città”.

“Come presidente di Instagramers Italia ETS e rappresentante del consiglio direttivo – ha sottolineato Orazio Spoto – sono davvero contento di collaborare con il Comune di Viterbo. La nostra associazione rappresenta 70 community che hanno creduto sin dagli albori di instagram all’utilizzo sociale di questa applicazione. E questa partnership ne è un esempio. Instagramers Viterbo è una parte importante di Instagramers Italia e credo di poter dire che lo sia anche per la città di Viterbo. A mia memoria – aggiunge il presidente nazionale Instagramers Italia ETS – la community è stata sempre presente quando ci sono state iniziative di rilievo in città. Penso ad esempio alla Macchina di Santa Rosa. Speriamo si possa presto ricominciare a seguire eventi e iniziative “di persona”, magari proprio a Viterbo”.

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Di certo, non è con qualche demagogica stretta di mano che si risolve un problema che sta diventando sempre più di dimensioni continentali, anzi globali; un problema dove ballano significati differenti e troppo contraddittori di ciò che si intende per rispetto della diversità e della libertà.
Sì, l’Uomo è incontentabile; è il suo difetto, ma anche il suo pregio, la molla che lo spinge a migliorare, a crescere, ad esplorare nuove vie, insomma a costruire la propria vita… E c’è chi bonariamente prova ad esaudire i suoi desideri. Ma che succede se la corda viene tirata troppo e il meccanismo si inceppa? E poi, possibile che nessuno si accontenti veramente? Anche ad un Creatore alla fine salta la pazienza…
Partiamo da un presupposto: vi avrei fotografato tutti. Ma proprio tutti, per fare un mega collage da appendere sulla parete più grande di Viterbo.
Torna l’appuntamento con il Semaforo de La Fune, l’analisi critica dei fatti che hanno segnato la settimana viterbese.
Esigere lungimiranza e visione almeno su qualche argomento. Ne cito alcuni.
Iniziamo la settimana mettendo "freccette" nel nostro arco.
Entro le prime luci del 9 settembre, i blindati con la croce nera avevano già occupato la stazione di Porta Romana, sbarrato i varchi di Valle Faul e preso il controllo dell'aeroporto deserto e dello stesso presidio di Santa Maria in Gradi.

“L’attesa e il silenzio ti faranno forte”

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