

VITERBO – Voto sette al Natale viterbese appena passato. Da Palazzo dei Priori sono stati messi sulla tavola imbandita per le feste 170mila euro, cifra modesta da periodo di vacche magre. La città è stata comunque consegnata in maniera dignitosa a queste settimane di fine anno: pulita, illuminata e con la possibilità di innesto per i privati che hanno dato un apporto fondamentale.
Il capoluogo della Tuscia ha vissuto anche grazie all’investimento di imprenditori che hanno voluto scommettere sul Christmas Village. Non più quello degli anni d’oro ma comunque un’attrazione sempre viva e che ha contribuito a tenere in vita la zona monumentale della città. Sempre i privati ci hanno messo del loro con il Mercatino di via Marconi. La Camera di Commercio ha fatto il suo sostenendo una serie di iniziative di successo e pensando a rendere bello il quadrante di piazza Verdi.
Hanno contribuito molto anche le associazioni, le associazioni di categoria, le reti d’impresa dei commercianti. Palazzo dei Priori ha pagato anche il palco di Capodanno e realizzato una partnership pubblico-privato per dare alla città quattro serate, tra cui quella di San Silvestro, a Pratogiardino.
L’illuminazione, curata dal Comune, non è stata certo spettacolare ma neanche da buttare. Più che dignitosa ha ravvivato praticamente l’intero centro, andando a fare bene anche nei quartieri di San Faustino e di piazza della Rocca. In quest’ultima location la tradizionale manifestazione ideata e realizzata dai Vigili del Fuoco della Befana 115 ha contribuito a distribuire la festa in una parte di Viterbo dove storicamente c’è poco (fatto salvo per un Capodanno organizzato in era Arena).
Complessivamente il quartier generale di Palazzo dei Priori, che è stato curato da assessori e consiglieri comunali, ha lavorato con intelligenza mettendo a frutto risorse non certo generose. Tutto sommato è stato un Natale ben distribuito nelle diverse zone del centro per illuminazione e iniziative. Il Teatro Unione, tornato a pieno regime, ci ha messo del suo.
Hanno contribuito a costruire il clima di feste iniziative storiche come la Calza della Befana più lunga del mondo, organizzata dal Centro sociale polivalente del Pilastro, la Befana 115 già citata, la festa per l’accensione degli alberi (dagli Almadiani alle frazioni). Lontani i tempi della città buia e spettrale dove praticamente non girava nessuno tranne che sul Corso.

















