Natale viterbese, tutti guardano alle piazze del Comune ma le sorprese potrebbero arrivare dai palazzi-location
village-02
aiac_banner_02

VITERBO – Il 2019 passerà alla storia locale come l’anno della “guerra dei Natali”. Sul capoluogo è in atto una partita a scacchi tra Fantaworld e Fondazione Caffeina. Nessuno dei due vuole mollare e solo uno alla fine la spunterà. Su questo c’è certezza una certezza assoluta che invece manca sul come, sulla qualità della vittoria. 

Ricordate Pirro? Beh, diciamo che a distanza di secoli quel tipo di vittoria potrebbe riproporsi. Può succedere quando sulla ragionevolezza e la mediazione si fa prevalere il “richiamo delle armi”, sebbene tutto accada in forma civile e figurata e non penzoleranno teste ma al limite scarsi risultati o alle brutte sentenze di tribunale. 

La riflessione che vogliamo servirvi oggi, cari lettori appassionati de La Fune, è questa: ogni villaggio di Natale che si rispetti si sostanzia di suolo pubblico (quello su cui si sta consumando il confronto) e palazzi-location. Avete presente la casa di Babbo Natale? Il presepe più grande del mondo? La fabbrica di cioccolato? La casa della Befana?

I precedenti village hanno fatto propri spazi di privati e tra questi anche palazzo degli Alessandri a San Pellegrino, di proprietà della Provincia, e Palazzo Papale, di proprietà della Curia. Siamo così sicuri che quegli spazi siano ancora liberi per i giorni da fine novembre al 6 gennaio? E siamo sicuri che i legittimi proprietari siano disposti ad affittarli in maniera indifferente all’uno o all’altro vincitore dell’avviso pubblico che sarà predisposto in queste ore da Palazzo dei Priori?

Crediamo che questo sia un bel tema e siamo pronti a scommettere che potenzialmente riuscirà a regalarci un bel secondo tempo del film che sta spopolando sui giornali locali: “La guerra dei Natali”. Sarà un cinepanettone? Le premesso ci sono tutte.

aiac_banner_02
Esigere lungimiranza e visione almeno su qualche argomento. Ne cito alcuni.
Sì, l’Uomo è incontentabile; è il suo difetto, ma anche il suo pregio, la molla che lo spinge a migliorare, a crescere, ad esplorare nuove vie, insomma a costruire la propria vita… E c’è chi bonariamente prova ad esaudire i suoi desideri. Ma che succede se la corda viene tirata troppo e il meccanismo si inceppa? E poi, possibile che nessuno si accontenti veramente? Anche ad un Creatore alla fine salta la pazienza…
Torna l’appuntamento con il Semaforo de La Fune, l’analisi critica dei fatti che hanno segnato la settimana viterbese.
Iniziamo la settimana mettendo "freccette" nel nostro arco.
Entro le prime luci del 9 settembre, i blindati con la croce nera avevano già occupato la stazione di Porta Romana, sbarrato i varchi di Valle Faul e preso il controllo dell'aeroporto deserto e dello stesso presidio di Santa Maria in Gradi.
Di certo, non è con qualche demagogica stretta di mano che si risolve un problema che sta diventando sempre più di dimensioni continentali, anzi globali; un problema dove ballano significati differenti e troppo contraddittori di ciò che si intende per rispetto della diversità e della libertà.
Partiamo da un presupposto: vi avrei fotografato tutti. Ma proprio tutti, per fare un mega collage da appendere sulla parete più grande di Viterbo.

“L’attesa e il silenzio ti faranno forte”

ance
CAMCOMRIVT-banner-web-300x150
400 Confartigianato
CNA 300x300
monastero interno
asvis 2
Fune 300x300
TdP_Inalazioni
POST FB 02
Onda
Jeep_Compass_apex_300x300_200
Foto Fisioterapy Center
lafune_300 x 600
domenicale post
Masicar300x300-optimize
aiac_banner_01