Natale sotto la Macchina di Santa Rosa, iniziate le manovre di montaggio di FioredelCielo
Fiore del Cielo 01
800 Monastero
Non solo a settembre, non solo per una magica sera o per pochi giorni di fronte al Monastero. Quest’anno, dal 7 dicembre al 7 gennaio, “Fiore del Cielo” svetterà fiera su piazza del Teatro e su tutta la città per celebrare il Natale con tutti i viterbesi.

Non solo a settembre, non solo per una magica sera o per pochi giorni di fronte al Monastero. Quest’anno, dal 7 dicembre al 7 gennaio, “Fiore del Cielo” svetterà fiera su piazza del Teatro e su tutta la città per celebrare il Natale con tutti i viterbesi.

Martedì 5 dicembre è iniziato il montaggio a cura del costruttore Vincenzo Fiorillo e dell’architetto Cesarini, assistiti da tutto lo staff operativo. La scelta di mettere di nuovo in mostra la Macchina di Santa Rosa portata all’Expo di Milano deriva dalla volontà dell’amministrazione comunale di rinvigorire la parte della città che non è interessata dal Christmas Village, che vive in tutto il centro medievale e che accoglie migliaia di turisti durante tutte le festività natalizie.

A lato della Macchina, sarà installato un maxi schermo per raccontare il Trasporto, ricalcando la stessa impronta dell’Expo. La riapertura del Teatro dell’Unione, la presentazione della nuova stagione teatrale che torna a far rivivere uno dei teatri più belli del Lazio, l’esposizione della Macchina di Santa Rosa tra le più belle della nostra tradizione sono tutti fattori importanti che, sotto le scintillanti luci natalizie, aiutano a rendere Viterbo, agli occhi dei turisti che affollano in questo periodo la città, una città viva, matura e fiera delle proprie tradizioni e delle proprie novità.

 

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Iniziamo la settimana mettendo "freccette" nel nostro arco.
Sì, l’Uomo è incontentabile; è il suo difetto, ma anche il suo pregio, la molla che lo spinge a migliorare, a crescere, ad esplorare nuove vie, insomma a costruire la propria vita… E c’è chi bonariamente prova ad esaudire i suoi desideri. Ma che succede se la corda viene tirata troppo e il meccanismo si inceppa? E poi, possibile che nessuno si accontenti veramente? Anche ad un Creatore alla fine salta la pazienza…
Entro le prime luci del 9 settembre, i blindati con la croce nera avevano già occupato la stazione di Porta Romana, sbarrato i varchi di Valle Faul e preso il controllo dell'aeroporto deserto e dello stesso presidio di Santa Maria in Gradi.
Torna l’appuntamento con il Semaforo de La Fune, l’analisi critica dei fatti che hanno segnato la settimana viterbese.
Di certo, non è con qualche demagogica stretta di mano che si risolve un problema che sta diventando sempre più di dimensioni continentali, anzi globali; un problema dove ballano significati differenti e troppo contraddittori di ciò che si intende per rispetto della diversità e della libertà.
Partiamo da un presupposto: vi avrei fotografato tutti. Ma proprio tutti, per fare un mega collage da appendere sulla parete più grande di Viterbo.
Esigere lungimiranza e visione almeno su qualche argomento. Ne cito alcuni.

“L’attesa e il silenzio ti faranno forte”

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