Natale? Mancini: “Vogliamo partire col botto”
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VITERBO - Il Comune sta lavorando anche a due grandi eventi su cui le bocche rimangono, al momento, cucite. Obiettivo è portare più persone possibile nel centro per regalare momenti di svago e stimolare la macchina dei regali. 

VITERBO – Palazzo dei Priori vuole un Natale di quelli capaci di lasciare il segno, per mettere alle spalle della città i mesi bui della pandemia. Lo dice candidamente l’assessore allo Sviluppo Economico Alessia Mancini, al lavoro insieme al collega Marco De Carolis della Cultura per centrare l’obiettivo. 

Tutti guardano con grande ottimismo alla scommessa degli imprenditori di Fantaworld di lanciare una nuova edizione del Christmas Village. “Un vero e proprio asso nella manica che è fondamentale per rendere centrale Viterbo come città del Natale”, così l’assessore Mancini. 

“Faremo di tutto per sostenere l’iniziativa e mettere nelle condizioni gli imprenditori di lavorare al meglio anche nell’interesse della città – continua Mancini -. Siamo pronti a fare la nostra parte per rendere il centro storico accogliente, lo dobbiamo ai nostri commercianti che tanto hanno faticato in questi mesi”. 

Palazzo dei Priori si farà carico, come lo scorso anno, per intero dei costi delle luminarie. “Andare a togliere anche cento euro a un’attività commerciale, in questo momento, sarebbe sbagliato. Metteremo non meno degli 80mila euro usati nel 2020 e cercheremo di mettere a illuminare le stesse strade e piazze. Abbiamo lavorato anche a un mercatino di Natale, agli Almadiani, degno di questo nome. Il disciplinare impone merce a tema con il periodo e di qualità”. 

Il Comune sta lavorando anche a due grandi eventi su cui le bocche rimangono, al momento, cucite. Obiettivo è portare più persone possibile nel centro per regalare momenti di svago e stimolare la macchina dei regali. 

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Entro le prime luci del 9 settembre, i blindati con la croce nera avevano già occupato la stazione di Porta Romana, sbarrato i varchi di Valle Faul e preso il controllo dell'aeroporto deserto e dello stesso presidio di Santa Maria in Gradi.
Partiamo da un presupposto: vi avrei fotografato tutti. Ma proprio tutti, per fare un mega collage da appendere sulla parete più grande di Viterbo.
Esigere lungimiranza e visione almeno su qualche argomento. Ne cito alcuni.
Iniziamo la settimana mettendo "freccette" nel nostro arco.
Sì, l’Uomo è incontentabile; è il suo difetto, ma anche il suo pregio, la molla che lo spinge a migliorare, a crescere, ad esplorare nuove vie, insomma a costruire la propria vita… E c’è chi bonariamente prova ad esaudire i suoi desideri. Ma che succede se la corda viene tirata troppo e il meccanismo si inceppa? E poi, possibile che nessuno si accontenti veramente? Anche ad un Creatore alla fine salta la pazienza…
Torna l’appuntamento con il Semaforo de La Fune, l’analisi critica dei fatti che hanno segnato la settimana viterbese.
Di certo, non è con qualche demagogica stretta di mano che si risolve un problema che sta diventando sempre più di dimensioni continentali, anzi globali; un problema dove ballano significati differenti e troppo contraddittori di ciò che si intende per rispetto della diversità e della libertà.

“L’attesa e il silenzio ti faranno forte”

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