Natale del volontariato, il più bello in città
natale volontariato 04
Gli Stati Generali La Fune
Sotto l'albero di piazza Fontana Grande sono stati raccolti doni: giocattoli, vestiti e generi alimentari; che saranno distribuiti alle famiglie in difficoltà. Un modo per donare un sorriso a tutti in queste feste.

La magia si ripete. Seconda edizione per ‘Babbo Natale a Viterbo, un dono per la solidarietà’. Sabato e domenica il momento più alto delle feste natalizie in piazza nel capoluogo della Tuscia.

Il mondo del volontariato, con le sue oltre cento associazioni, unite nella consulta, è tornato a fare festa. E’ tornato a sfilare per le strade del centro storico Babbo Natale, con il suo carro trainato dai pony e il seguito di elfi. Alla parata hanno preso parte anche i coloratissimi clown di corsia e tantissime persone. Tra loro, con il cappello da elfo, il delegato al Volontariato del Comune di Viterbo Paolo Moricoli e il presidente della consulta Marco Ciorba. Presente anche il consigliere Antonella Sberna e la banda musicale dell’Ellera.

Due pomeriggi fantastici. Sabato gli scout hanno portato in piazza Fontana Grande la “luce della pace”, accesa direttamente a Betlemme nella basilica della Natività. Tutti i viterbesi, domenica, hanno potuto accendere direttamente da quella fiamma delle candele che hanno portato nelle proprie case. E domenica è andato in scena il presepe vivente. Sotto l’albero di piazza Fontana Grande sono stati raccolti doni: giocattoli, vestiti e generi alimentari; che saranno distribuiti alle famiglie in difficoltà. Un modo per donare un sorriso a tutti in queste feste.

 

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Iniziamo la settimana mettendo "freccette" nel nostro arco.
Entro le prime luci del 9 settembre, i blindati con la croce nera avevano già occupato la stazione di Porta Romana, sbarrato i varchi di Valle Faul e preso il controllo dell'aeroporto deserto e dello stesso presidio di Santa Maria in Gradi.
Esigere lungimiranza e visione almeno su qualche argomento. Ne cito alcuni.
Sì, l’Uomo è incontentabile; è il suo difetto, ma anche il suo pregio, la molla che lo spinge a migliorare, a crescere, ad esplorare nuove vie, insomma a costruire la propria vita… E c’è chi bonariamente prova ad esaudire i suoi desideri. Ma che succede se la corda viene tirata troppo e il meccanismo si inceppa? E poi, possibile che nessuno si accontenti veramente? Anche ad un Creatore alla fine salta la pazienza…
Di certo, non è con qualche demagogica stretta di mano che si risolve un problema che sta diventando sempre più di dimensioni continentali, anzi globali; un problema dove ballano significati differenti e troppo contraddittori di ciò che si intende per rispetto della diversità e della libertà.
Partiamo da un presupposto: vi avrei fotografato tutti. Ma proprio tutti, per fare un mega collage da appendere sulla parete più grande di Viterbo.
Torna l’appuntamento con il Semaforo de La Fune, l’analisi critica dei fatti che hanno segnato la settimana viterbese.

“L’attesa e il silenzio ti faranno forte”

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