Natale anni Settanta in centro storico. Le luminarie da "ritorno al passato"
luminarie
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Natale poco luminoso per le vie del centro. Accese le luci delle feste nelle vie "fioccano" i commenti. I più sono poco entusiasmati da quello che si vede. Nel giro di un anno siamo passati dalle mirabolanti aspettative del "festival delle luci" a quattro lampadine anni Settanta.

Natale anni Settanta nel capoluogo della Tuscia. A quanti è capitato di fare un giro nel centro storico, in questi giorni che precedono le feste, non sarà sfuggita l’illuminazione vintage di queste festività 2014.

La città non ha certo dato il meglio di sé. Siamo passati dall’idea faraonica, a essere faraonica fu tanto l’idea e poco la sua incarnazione, del festival delle luci a “quattro lampadine”.  

Stelline, fioche fioche, per tutti. Un quadro piuttosto sobrio, ma per certi versi anche abbastanza desolante. Roba fiacca rispetto ai fasci di luce messi su dai centri commerciali.

Nessun elemento di novità, niente brio artistico. Un grigiore quasi sovietico caratterizza le strade del centro storico viterbese.   Si poteva fare di più? Forse si doveva, anche per dare un motivo luminoso allo shopping natalizio nei negozi già in difficoltà per colpa della crisi.

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Di certo, non è con qualche demagogica stretta di mano che si risolve un problema che sta diventando sempre più di dimensioni continentali, anzi globali; un problema dove ballano significati differenti e troppo contraddittori di ciò che si intende per rispetto della diversità e della libertà.
Entro le prime luci del 9 settembre, i blindati con la croce nera avevano già occupato la stazione di Porta Romana, sbarrato i varchi di Valle Faul e preso il controllo dell'aeroporto deserto e dello stesso presidio di Santa Maria in Gradi.
Esigere lungimiranza e visione almeno su qualche argomento. Ne cito alcuni.
Torna l’appuntamento con il Semaforo de La Fune, l’analisi critica dei fatti che hanno segnato la settimana viterbese.
Partiamo da un presupposto: vi avrei fotografato tutti. Ma proprio tutti, per fare un mega collage da appendere sulla parete più grande di Viterbo.
Iniziamo la settimana mettendo "freccette" nel nostro arco.
Sì, l’Uomo è incontentabile; è il suo difetto, ma anche il suo pregio, la molla che lo spinge a migliorare, a crescere, ad esplorare nuove vie, insomma a costruire la propria vita… E c’è chi bonariamente prova ad esaudire i suoi desideri. Ma che succede se la corda viene tirata troppo e il meccanismo si inceppa? E poi, possibile che nessuno si accontenti veramente? Anche ad un Creatore alla fine salta la pazienza…

“L’attesa e il silenzio ti faranno forte”

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