Natale agro, 100 lavoratori di Acquapendente passeranno le feste senza soldi
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Una bruttissima storia di Natale quella che si sta scrivendo dalle parti di Acquapendente. Travolge la vita di cento lavoratori e quindi spariglia come birilli altrettante famiglie. Sono i dipendenti della cooperativa Tuscia Sociale ed Elce, che gestiscono l’impianto di raccolta e trattamento dei rifiuti.

Una bruttissima storia di Natale quella che si sta scrivendo dalle parti di Acquapendente. Travolge la vita di cento lavoratori e quindi spariglia come birilli altrettante famiglie. Sono i dipendenti della cooperativa Tuscia Sociale ed Elce, che gestiscono l’impianto di raccolta e trattamento dei rifiuti.

“A oggi devono ancora percepire gli stipendi di ottobre e novembre – interviene Luciano Perà Fp-Cgil -. Questa situazione sta destando la massima preoccupazione in Cgil e in primis ai lavoratori, i quali dovranno passare le festività natalizie senza soldi, pur avendo svolto il proprio lavoro sempre con la massima dedizione. Chiediamo dunque alle autorità locali, sindaco e Comunità Montana, di intervenire ognuno con i propri mezzi affinché si sblocchi al più presto questa incresciosa situazione, prima che la Cgil e i lavoratori scendano a manifestare in piazza”.

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Iniziamo la settimana mettendo "freccette" nel nostro arco.
Entro le prime luci del 9 settembre, i blindati con la croce nera avevano già occupato la stazione di Porta Romana, sbarrato i varchi di Valle Faul e preso il controllo dell'aeroporto deserto e dello stesso presidio di Santa Maria in Gradi.
Esigere lungimiranza e visione almeno su qualche argomento. Ne cito alcuni.
Torna l’appuntamento con il Semaforo de La Fune, l’analisi critica dei fatti che hanno segnato la settimana viterbese.
Sì, l’Uomo è incontentabile; è il suo difetto, ma anche il suo pregio, la molla che lo spinge a migliorare, a crescere, ad esplorare nuove vie, insomma a costruire la propria vita… E c’è chi bonariamente prova ad esaudire i suoi desideri. Ma che succede se la corda viene tirata troppo e il meccanismo si inceppa? E poi, possibile che nessuno si accontenti veramente? Anche ad un Creatore alla fine salta la pazienza…
Di certo, non è con qualche demagogica stretta di mano che si risolve un problema che sta diventando sempre più di dimensioni continentali, anzi globali; un problema dove ballano significati differenti e troppo contraddittori di ciò che si intende per rispetto della diversità e della libertà.
Partiamo da un presupposto: vi avrei fotografato tutti. Ma proprio tutti, per fare un mega collage da appendere sulla parete più grande di Viterbo.

“L’attesa e il silenzio ti faranno forte”

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