Nasce l’associazione Codice rosso a sostegno delle donne vittime di violenza.
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CIVITAVECCHIA - Stamattina l'inaugurazione della sede. Le tre fondatrici sono le avvocatesse Rosita Gargiulo e Daniela Etna con la psicologa Valentina Di Sarno.

CIVITAVECCHIA – Con la preghiera di benedizione del vescovo di Civitavecchia, Gianrico Ruzza, si è svolta questa mattina l’inaugurazione dell’associazione Codice rosso.

Nonostante le limitazioni dovute all’emergenza sanitaria, infatti, alle 10,30, nel pieno rispetto del distanziamento e con l’uso dei presidi sanitari previsti, le tre fondatrici (le avvocatesse Rosita Gargiulo e Daniela Etna con la psicologa Valentina Di Sarno) si sono riunite davanti al civico 16 di corso Guglielmo Marconi (dove ha sede l’associazione) e, assieme alle autorità intervenute e ai numerosi cittadini interessati all’evento, si è proceduto alla posa in opera della targa associativa e dato il via ufficiale alle attività.

Durante i vari interventi è emersa la necessità di mantenere sempre alta l’attenzione ad una problematica che, purtroppo, è sempre di attualità e che si manifesta con modalità sempre differenti e molteplici.

“Per noi socie fondatrici – ha dichiarato Gargiulo – oggi si realizza un proposito che stiamo coltivando da diverso tempo, quello di poterci mettere al servizio, con umiltà ma con la giusta professionalità, delle donne in difficoltà”.

“Esprimo piena soddisfazione per la grande partecipazione e le attestazioni di stima ed affetto ricevute oggi – prosegue Etna – a dimostrazione che avremo la vicinanza delle istituzioni e dei cittadini”.

 

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Entro le prime luci del 9 settembre, i blindati con la croce nera avevano già occupato la stazione di Porta Romana, sbarrato i varchi di Valle Faul e preso il controllo dell'aeroporto deserto e dello stesso presidio di Santa Maria in Gradi.
Iniziamo la settimana mettendo "freccette" nel nostro arco.
Sì, l’Uomo è incontentabile; è il suo difetto, ma anche il suo pregio, la molla che lo spinge a migliorare, a crescere, ad esplorare nuove vie, insomma a costruire la propria vita… E c’è chi bonariamente prova ad esaudire i suoi desideri. Ma che succede se la corda viene tirata troppo e il meccanismo si inceppa? E poi, possibile che nessuno si accontenti veramente? Anche ad un Creatore alla fine salta la pazienza…
Partiamo da un presupposto: vi avrei fotografato tutti. Ma proprio tutti, per fare un mega collage da appendere sulla parete più grande di Viterbo.
Di certo, non è con qualche demagogica stretta di mano che si risolve un problema che sta diventando sempre più di dimensioni continentali, anzi globali; un problema dove ballano significati differenti e troppo contraddittori di ciò che si intende per rispetto della diversità e della libertà.
Torna l’appuntamento con il Semaforo de La Fune, l’analisi critica dei fatti che hanno segnato la settimana viterbese.
Esigere lungimiranza e visione almeno su qualche argomento. Ne cito alcuni.

“L’attesa e il silenzio ti faranno forte”

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