Nasce il nuovo parco termale del Bagnaccio
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Inaugurato ieri il progetto curato dall'Università della Tuscia per favorire il mantenimento di specie autoctone.

L’ecosistema di Viterbo diventa un po’ più ricco grazie al nuovo parco termale a due passi dalle pozze del Bagnaccio. Un’iniziativa che nasce dalla collaborazione tra Università della Tuscia, Orto Botanico “Angelo Rampelli”, Banca del Germoplasma e Società Agricola Bagnaccio, che insieme hanno contributo alla nascita del parco termale “Il Bagnaccio”.

Ora oltre a fare un bagno nelle calde acque termali della zona, i visitatori potranno fare due passi all’interno dell’area realizzata per la conservazione delle specie vegetali autoctone.  Dove prima c’era una foresta incolta, ora è stato realizzato uno splendido giardino suddiviso in quattro aree: gli ambienti umidi, la flora dei travertini, gli esemplari di orchidee spontanee e le piante della tradizione contadina.

All’interno della nuova area c’è anche un esemplare di orchidea palustre, oggi a rischio estinzione, e se si è fortunati all’interno degli stagni realizzati appositamente, si può incontrare anche il rospo smeraldino, specie protetta.

Al taglio del nastro di ieri è intervenuto il presidente dell’associazione che da anni si prende cura del Bagnaccio, Gabriele Scorza, insieme ai docenti dell’Unitus che hanno curato il progetto e realizzato i pannelli didattici che spiegano le varie tipologie di fiori presenti nella zona. Per il Comune ha partecipato l’assessore Sonia Perà, che si è complimentata con il team per come ha saputo ridare una nuova anima al Bagnaccio.

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Torna l’appuntamento con il Semaforo de La Fune, l’analisi critica dei fatti che hanno segnato la settimana viterbese.
Partiamo da un presupposto: vi avrei fotografato tutti. Ma proprio tutti, per fare un mega collage da appendere sulla parete più grande di Viterbo.
Esigere lungimiranza e visione almeno su qualche argomento. Ne cito alcuni.
Entro le prime luci del 9 settembre, i blindati con la croce nera avevano già occupato la stazione di Porta Romana, sbarrato i varchi di Valle Faul e preso il controllo dell'aeroporto deserto e dello stesso presidio di Santa Maria in Gradi.
Di certo, non è con qualche demagogica stretta di mano che si risolve un problema che sta diventando sempre più di dimensioni continentali, anzi globali; un problema dove ballano significati differenti e troppo contraddittori di ciò che si intende per rispetto della diversità e della libertà.
Iniziamo la settimana mettendo "freccette" nel nostro arco.
Sì, l’Uomo è incontentabile; è il suo difetto, ma anche il suo pregio, la molla che lo spinge a migliorare, a crescere, ad esplorare nuove vie, insomma a costruire la propria vita… E c’è chi bonariamente prova ad esaudire i suoi desideri. Ma che succede se la corda viene tirata troppo e il meccanismo si inceppa? E poi, possibile che nessuno si accontenti veramente? Anche ad un Creatore alla fine salta la pazienza…

“L’attesa e il silenzio ti faranno forte”

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