
L’ecosistema di Viterbo diventa un po’ più ricco grazie al nuovo parco termale a due passi dalle pozze del Bagnaccio. Un’iniziativa che nasce dalla collaborazione tra Università della Tuscia, Orto Botanico “Angelo Rampelli”, Banca del Germoplasma e Società Agricola Bagnaccio, che insieme hanno contributo alla nascita del parco termale “Il Bagnaccio”.
Ora oltre a fare un bagno nelle calde acque termali della zona, i visitatori potranno fare due passi all’interno dell’area realizzata per la conservazione delle specie vegetali autoctone. Dove prima c’era una foresta incolta, ora è stato realizzato uno splendido giardino suddiviso in quattro aree: gli ambienti umidi, la flora dei travertini, gli esemplari di orchidee spontanee e le piante della tradizione contadina.
All’interno della nuova area c’è anche un esemplare di orchidea palustre, oggi a rischio estinzione, e se si è fortunati all’interno degli stagni realizzati appositamente, si può incontrare anche il rospo smeraldino, specie protetta.
Al taglio del nastro di ieri è intervenuto il presidente dell’associazione che da anni si prende cura del Bagnaccio, Gabriele Scorza, insieme ai docenti dell’Unitus che hanno curato il progetto e realizzato i pannelli didattici che spiegano le varie tipologie di fiori presenti nella zona. Per il Comune ha partecipato l’assessore Sonia Perà, che si è complimentata con il team per come ha saputo ridare una nuova anima al Bagnaccio.


















