Nasce il “Mercatino di Bagnoregio” di Chicche della Tuscia
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Bigiotti: “Uniamo le eccellenze per la crescita del territorio. Sarà strumento importante per attirare visitatori anche nel centro del paese”

Chicche della Tuscia a Bagnoregio. L’associazione, che unisce produttori del settore agroalimentare e artigiani di qualità del Viterbese, sposa la bellezza della Teverina per dare vita al “Mercatino di Bagnoregio”.

Chicche della Tuscia, realtà d’eccellenza, ha recentemente ricevuto il Premio Città dei Papi, lo stesso riconosciuto anche al sindaco Francesco Bigiotti come eccellenza amministrativa, per aver contribuito alla promozione della Tuscia.

“Iniziamo un cammino insieme, unendo la bellezza del territorio bagnorese e il suo appeal turistico con il meglio della produzione del Viterbese – così Bigiotti – . I mercatini di Chicche della Tuscia si svolgeranno anche nel centro di Bagnoregio, in maniera da attirare visitatori in paese e farlo conoscere per tutto quello che ha da offrire”

“Siamo onorati – la dichiarazione del presidente di Chicche della Tuscia Gaia Giannotti – di essere stati coinvolti dal Comune di Bagnoregio in questo mercato dei produttori e siamo felici che i numerosi turisti avranno la possibilità di assaggiare la diversità e la complessità del nostro territorio grazie alle eccellenze dei nostri artigiani del cibo. Speriamo che questa sia la prima di una lunga serie di collaborazioni con il Comune di Bagnoregio e l’associazione Balneum Regis, con cui condividiamo l’approccio di valorizzazione e non di sfruttamento delle bellezze paesaggistiche, naturali e storico-artistiche della Tuscia”.

Un’iniziativa nata dalla progettualità posta in essere sul territorio dall’associazione Balneum Regis e che ha messo insieme il Comune e Chicche della Tuscia. L’obiettivo è la valorizzazione delle eccellenze prodotte nel territorio ma anche l’offerta a visitatori e turisti, che si recano a Civita, di un’occasione per trascorrere più tempo nel borgo di Bagnoregio, scoprire i suoi caratteristici scorci e le attività presenti.

Per questo i mercatini si svolgeranno, a fasi alterne, nella piazza-parcheggio del Belvedere e nella piazza delle Poste, adiacente a Corso Mazzini. E’ stato già fissato un calendario di date per i primi due mesi. Il primo appuntamento è per questa domenica 23 aprile nello spazio antistante al Belvedere. Martedì 25 aprile Chicche della Tuscia sarà invece nel piazzale delle Poste. Di nuovo domenica 7 maggio al Belvedere, il 14 alle Poste, il 28 al Belvedere e per la festa del 2 giugno nella piazza della Posta. Quindi domenica 4 giugno al Belvedere.

Gli stand, tutti in coordinato tra loro, ospiteranno i seguenti produttori: Azienda Lamponi dei Monti Cimini, Bagnaia (Bevande, tisane e composte al lampone); Agritrismo I Giardini di Ararat, Bagnaia (Salumi di coniglio leprino di Viterbo, conserve); Azienda Pian di Vico, Tuscania (Olio extravergine d’oliva, composte e miele); Azienda Podere dell’Arco, Viterbo (Prodotti alla lavanda, lavanda bio, composte, olio extravergine d’oliva); Azienda Sapori di ieri, Caprarola (Prodotti a base di nocciola e canapa, composte e dolci); azienda Luna Laura, Tuscania (Prodotti di cosmesi e cosmeceutica al siero di lumaca); Azienda Cose di Macchia, Bassano Romano (Tartufo nero e bianco, prodotti a base di tartufo, cosmesi al tartufo, produzione di peperoncino e derivati); Azienda La Nocciola Creativa, Carbognano (pasticceria secca tipica con nocciole bio); Azienda Le Moline di Vetralla (olio extravergine d’oliva, confetture, salumi di cinta senese, confetture, miele).

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Di certo, non è con qualche demagogica stretta di mano che si risolve un problema che sta diventando sempre più di dimensioni continentali, anzi globali; un problema dove ballano significati differenti e troppo contraddittori di ciò che si intende per rispetto della diversità e della libertà.
Entro le prime luci del 9 settembre, i blindati con la croce nera avevano già occupato la stazione di Porta Romana, sbarrato i varchi di Valle Faul e preso il controllo dell'aeroporto deserto e dello stesso presidio di Santa Maria in Gradi.
Esigere lungimiranza e visione almeno su qualche argomento. Ne cito alcuni.
Torna l’appuntamento con il Semaforo de La Fune, l’analisi critica dei fatti che hanno segnato la settimana viterbese.
Partiamo da un presupposto: vi avrei fotografato tutti. Ma proprio tutti, per fare un mega collage da appendere sulla parete più grande di Viterbo.
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Iniziamo la settimana mettendo "freccette" nel nostro arco.

“L’attesa e il silenzio ti faranno forte”

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