Nasce il comitato delle associazioni animaliste del viterbese
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VITERBO - Nove gruppi animalisti si uniscono per tutelare e proteggere gli animali nella Tuscia.

VITERBO – Nove gruppi animalisti della Tuscia si uniscono per tutelare e proteggere gli animali.

Nasce il comitato delle associazioni animaliste del viterbese, che unisce le seguenti realtà associative:  Amici animali Viterbo, Mi fido di Fido, La voce del cane, Incrociamo le zampe, Rifugio speranza, Musi sereni, Garibaldi, Bastet associazione felina viterbese e Lav Viterbo.

Le associazioni manterranno la propria autonomia ma con l’obiettivo di fare squadra nella tutela degli animali della Tuscia.

Si è costituito a Viterbo il comitato delle associazioni animaliste del viterbese – si legge nella nota del gruppo – Fortemente voluto, vuole essere un segno dell’unità dei volontari operanti in questo settore che quotidianamente si trovano a combattere contro crudeltà, pressapochismo, ignoranza, indifferenza ma anche contro la burocrazia e le imposizioni delle autorità che dovrebbero invece, se non agevolarli, quantomeno non osteggiarli. Le associazioni saranno la voce univoca di tutto ciò che porti alla salvaguardia degli animali sul territorio”.

 

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Esigere lungimiranza e visione almeno su qualche argomento. Ne cito alcuni.
Partiamo da un presupposto: vi avrei fotografato tutti. Ma proprio tutti, per fare un mega collage da appendere sulla parete più grande di Viterbo.
Sì, l’Uomo è incontentabile; è il suo difetto, ma anche il suo pregio, la molla che lo spinge a migliorare, a crescere, ad esplorare nuove vie, insomma a costruire la propria vita… E c’è chi bonariamente prova ad esaudire i suoi desideri. Ma che succede se la corda viene tirata troppo e il meccanismo si inceppa? E poi, possibile che nessuno si accontenti veramente? Anche ad un Creatore alla fine salta la pazienza…
Iniziamo la settimana mettendo "freccette" nel nostro arco.
Torna l’appuntamento con il Semaforo de La Fune, l’analisi critica dei fatti che hanno segnato la settimana viterbese.
Di certo, non è con qualche demagogica stretta di mano che si risolve un problema che sta diventando sempre più di dimensioni continentali, anzi globali; un problema dove ballano significati differenti e troppo contraddittori di ciò che si intende per rispetto della diversità e della libertà.
Entro le prime luci del 9 settembre, i blindati con la croce nera avevano già occupato la stazione di Porta Romana, sbarrato i varchi di Valle Faul e preso il controllo dell'aeroporto deserto e dello stesso presidio di Santa Maria in Gradi.

“L’attesa e il silenzio ti faranno forte”

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