Napoletano cita la Biblioteca di Viterbo come esempio al Salone del libro di Torino
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Il Consorzio Biblioteche Viterbo indicato come modello dal direttore dal giornalista Roberto Napoletano.
Paolo Pelliccia

La Biblioteca consorziale di Viterbo protagonista al Salone del Libro di Torino.

 

Nel corso della giornata inaugurale, una menzione per l’attività culturale del Consorzio è arrivata da Roberto Napoletano, direttore del Sole24 ore che, nel suo ultimo libro: ‘Viaggio in Italia – luoghi di un paese che soffre ma non si arrende’ (Rizzoli 2014, pp. 82 -86), ha inserito un articolo sulla sua visita a Viterbo. Estratto dalla ‘Domenica del Sole’ del 17 novembre 2013, dal titolo “La luce della cultura sulla strada buia di Viterbo”, racconta dell’ esperienza avuta nel passato mese di novembre, quando tenne una conferenza sulla necessità di ritrovare lo spirito comunitario per risollevarsi dalle macerie socio-culturali in cui il paese è caduto, intervistato dal diciottenne Gianmarco Bellucci, studente dell’ultimo anno del Liceo classico Buratti.

 

“E’ stata un bella sorpresa, arrivata in maniera del tutto inaspettata – commenta Pelliccia, in visita in questi giorni a Torino -. E’ un attestato di stima forte, non solo per il Consorzio, ma per tutta la città di Viterbo e che va condiviso con tutti quelli, a partire dai dipendenti che hanno mostrato sempre grande disponibilità, che hanno supportato le nostre attività. Dai numerosi imprenditori che, con le loro donazioni, hanno permesso alla Biblioteca di avere un catalogo che ad oggi è tra i più aggiornati in Italia, ai cittadini che ci accordano il loro sostegno”. Parole di encomio per la capacità di ritrovare spazi sociali che sono alla base del rilancio culturale. Parole di encomio anche per Paolo Pelliccia, del quale Napoletano sottolinea le competenza in ambito culturale e manageriale.

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Iniziamo la settimana mettendo "freccette" nel nostro arco.
Di certo, non è con qualche demagogica stretta di mano che si risolve un problema che sta diventando sempre più di dimensioni continentali, anzi globali; un problema dove ballano significati differenti e troppo contraddittori di ciò che si intende per rispetto della diversità e della libertà.
Torna l’appuntamento con il Semaforo de La Fune, l’analisi critica dei fatti che hanno segnato la settimana viterbese.
Sì, l’Uomo è incontentabile; è il suo difetto, ma anche il suo pregio, la molla che lo spinge a migliorare, a crescere, ad esplorare nuove vie, insomma a costruire la propria vita… E c’è chi bonariamente prova ad esaudire i suoi desideri. Ma che succede se la corda viene tirata troppo e il meccanismo si inceppa? E poi, possibile che nessuno si accontenti veramente? Anche ad un Creatore alla fine salta la pazienza…
Entro le prime luci del 9 settembre, i blindati con la croce nera avevano già occupato la stazione di Porta Romana, sbarrato i varchi di Valle Faul e preso il controllo dell'aeroporto deserto e dello stesso presidio di Santa Maria in Gradi.
Partiamo da un presupposto: vi avrei fotografato tutti. Ma proprio tutti, per fare un mega collage da appendere sulla parete più grande di Viterbo.
Esigere lungimiranza e visione almeno su qualche argomento. Ne cito alcuni.

“L’attesa e il silenzio ti faranno forte”

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