Myra Stals è arrivata a Viterbo
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VITERBO – L’olandese: “La mia missione è andare in bicicletta per raccogliere la plastica che la gente butta per strada”.

VITERBO – Ieri pomeriggio Myra Stals è arrivata a Viterbo, piazza del comune, dove ad accoglierla c’erano il consigliere comunale e delegato all’ambiente Giulio Marini, l’assessora ai lavori pubblici Laura Allegrini e la consigliera Chiara Frontini. Con loro, la presidente dell’associazione Via Francigena in Tuscia, Alessandra Croci.

 “L’iniziativa – spiega Stals – nasce da una mia passione per i viaggi in bici e per l’ambiente. Vado con una bicicletta cargo in giro per l’Italia, cento giorni a raccogliere rifiuti di plastica che trovo lungo il percorso. Per sensibilizzare le persone alla tutela dell’ambiente. Perché la plastica in giro è troppa. Durante il viaggio raccolgo anche fondi per il Banco alimentare. A sostegno delle persone che stanno subendo le conseguenze dell’emergenza Covid”.

“Pedalo settantacinque chilometri al giorno – ha proseguito la Stals – e attraverserò 18 regioni. Sono partita da Torino il 4 luglio e dopo 100 giorni tornerò a Torino. Inizialmente lungo la Francigena. Proseguirò verso la Calabria e la Sicilia, poi al ritorno passerò per la costa Amalfitana, Firenze e le Dolomiti”.

 

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Torna l’appuntamento con il Semaforo de La Fune, l’analisi critica dei fatti che hanno segnato la settimana viterbese.
Sì, l’Uomo è incontentabile; è il suo difetto, ma anche il suo pregio, la molla che lo spinge a migliorare, a crescere, ad esplorare nuove vie, insomma a costruire la propria vita… E c’è chi bonariamente prova ad esaudire i suoi desideri. Ma che succede se la corda viene tirata troppo e il meccanismo si inceppa? E poi, possibile che nessuno si accontenti veramente? Anche ad un Creatore alla fine salta la pazienza…
Entro le prime luci del 9 settembre, i blindati con la croce nera avevano già occupato la stazione di Porta Romana, sbarrato i varchi di Valle Faul e preso il controllo dell'aeroporto deserto e dello stesso presidio di Santa Maria in Gradi.
Partiamo da un presupposto: vi avrei fotografato tutti. Ma proprio tutti, per fare un mega collage da appendere sulla parete più grande di Viterbo.
Di certo, non è con qualche demagogica stretta di mano che si risolve un problema che sta diventando sempre più di dimensioni continentali, anzi globali; un problema dove ballano significati differenti e troppo contraddittori di ciò che si intende per rispetto della diversità e della libertà.
Iniziamo la settimana mettendo "freccette" nel nostro arco.
Esigere lungimiranza e visione almeno su qualche argomento. Ne cito alcuni.

“L’attesa e il silenzio ti faranno forte”

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