Musonio Rufo, alla scoperta del filosofo etrusco
Rufo
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Conosciuto per la rettitudine e per il coraggio con cui affrontò la persecuzione di Nerone e l’esilio, venne definito "il Socrate romano" e considerato un "modello di vita perfetta".

BOLSENA – Conosciuto come l’Etrusco perché nato nel I secolo d.C. da un’importante famiglia di Volsinii – la città romana erede dell’etrusca Velzna – Gaio Musonio Rufo godette di grande fama e prestigio morale sia tra i contemporanei che durante tutta la tarda Antichità.

Sabato 28 febbraio alle 16,30 il Circolo ANSPI “Carlo Acutis” ha organizzato presso l’Oratorio della chiesa di Santa Cristina a Bolsena un incontro con Luciano Dottarelli dal titolo “Musonio Rufo, un filosofo di Volsinii tra Etruria, Roma e Grecia”.

Conosciuto per la rettitudine e per il coraggio con cui affrontò la persecuzione di Nerone e l’esilio, venne definito “il Socrate romano” e considerato un “modello di vita perfetta”. La sua concezione della donna, in cui si riflette il retroterra culturale etrusco, presenta
indubbi elementi di novità rispetto alla tradizione greco-romana; mentre le sue considerazioni sulla sessualità e sul matrimonio hanno avuto grande influenza sui principali autori cristiani dei primi secoli.

Concependo la filosofia come una “scienza di vita”, Musonio propone una coerente pratica di elevazione spirituale che coinvolge insieme il corpo e l’anima. Un esercizio (askesis) al rigore nel pensare e alla franchezza nel parlare, a cui si accompagnano l’alimentazione vegetariana, la sobrietà nel vestire e nell’abitare, la coltivazione della terra come attività più consona alla vita filosofica.

La storia della filosofia ci consegna una fortuna alterna di Musonio, che va dalla grande considerazione di cui godette nel suo tempo e nei primi secoli del cristianesimo al sostanziale oblio cui è andato incontro nelle epoche successive, fino alla significativa riscoperta, in un contesto di forte interesse per gli studi di genere e per la filosofia come modo di vivere, da parte di autori come Pierre Hadot, Michel Foucault e Martha Nussbaum.

L’incontro, organizzato in collaborazione con il Comune di Bolsena e il Club per l’Unesco Viterbo Tuscia è rivolto ad un pubblico ampio di persone interessate ai temi della filosofia e dell’identità culturale della Tuscia. Per Annulli Editori Luciano Dottarelli ha pubblicato il libro “Musonio l’Etrusco. La filosofia come scienza di vita”, in cui vengono approfonditi il pensiero e la pratica di vita filosofica di
uno dei tre grandi filosofi della Tuscia, accanto a Bonaventura da Bagnoregio e a Egidio da Viterbo.

Il libro nel 2016 è stato presentato presso l’Istituto dell’Enciclopedia Italiana Treccani (https://www.youtube.com/watch?v=wf0Q-gLXJL4) ed è stato recentemente ristampato in cartaceo ed e-book.

Luciano Dottarelli, filosofo e docente, ha sempre coniugato l’attività didattica e di ricerca con un forte impegno civile e un autentico amore per la coltivazione della terra. Nel 2004 è stato tra i fondatori della Società Filosofica Italiana – sezione di Viterbo, di cui è vicepresidente. Nel 2013 ha costituito il Club per l’UNESCO Viterbo Tuscia di cui è presidente. Attualmente è docente invitato di Istituzioni di Storia della filosofia nel Corso di Baccalaureato in Educatore Professionale e Educatore della prima infanzia dell’Istituto Universitario Progetto Uomo – Università Pontificia Salesiana – sede aggregata della Tuscia. È anche docente invitato di Didattica della filosofia nel corso di Licenza in Scienze pedagogiche presso la Pontificia Facoltà di Scienze dell’educazione Auxilium a Roma.

Tra le sue pubblicazioni: Popper e il “gioco della scienza” (Massari,1992); Kant e la metafisica come scienza (Massari,1995); Maneggiare assoluti. Immanuel Kant, Primo Levi ed altri maestri (Il Prato, 2012); Musonio l’Etrusco. La filosofia come scienza di vita (Annulli Editori, 2015); Freud. Un filosofo dietro al divano (Annulli Editori, 2015); Riverberi. Di Tuscia e d’altro (Annulli Editori, 2018); (a cura di), L’anima e il dono della libertà (Armando Editore, Roma 2018); Ecosofia, sapienze della terra per la coltivazione dell’umanità (Annulli Editori, 2021); Freud e Signorelli. Orvieto e l’Etruria nell’ombelico del sogno psicoanalitico (IF Press, 2023); Immanuel Kant come maestro di saggezza (IF Press, 2024); Dante. Vita filosofica e poesia (Annulli Editori, 2025).

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Partiamo da un presupposto: vi avrei fotografato tutti. Ma proprio tutti, per fare un mega collage da appendere sulla parete più grande di Viterbo.
Sì, l’Uomo è incontentabile; è il suo difetto, ma anche il suo pregio, la molla che lo spinge a migliorare, a crescere, ad esplorare nuove vie, insomma a costruire la propria vita… E c’è chi bonariamente prova ad esaudire i suoi desideri. Ma che succede se la corda viene tirata troppo e il meccanismo si inceppa? E poi, possibile che nessuno si accontenti veramente? Anche ad un Creatore alla fine salta la pazienza…
Di certo, non è con qualche demagogica stretta di mano che si risolve un problema che sta diventando sempre più di dimensioni continentali, anzi globali; un problema dove ballano significati differenti e troppo contraddittori di ciò che si intende per rispetto della diversità e della libertà.
Esigere lungimiranza e visione almeno su qualche argomento. Ne cito alcuni.
Iniziamo la settimana mettendo "freccette" nel nostro arco.
Torna l’appuntamento con il Semaforo de La Fune, l’analisi critica dei fatti che hanno segnato la settimana viterbese.
Entro le prime luci del 9 settembre, i blindati con la croce nera avevano già occupato la stazione di Porta Romana, sbarrato i varchi di Valle Faul e preso il controllo dell'aeroporto deserto e dello stesso presidio di Santa Maria in Gradi.

“L’attesa e il silenzio ti faranno forte”

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