"Musiche dal mondo", viaggio attraverso il Mediterraneo con la Fondazione Carivit
musica
Gli Stati Generali La Fune
VITERBO- Il primo appuntamento domenica 28 novembre 2021, alle ore 17.30, a Palazzo Brugiotti

VITERBO-  Domenica 28 novembre 2021, alle ore 17.30 la Fondazione Carivit riapre le porte della sala assemblee di Palazzo Brugiotti per ospitare il concerto “Di voce in voce”, il primo della rassegna dal titolo “Musiche dal Mondo”un viaggio attraverso le musicalità di varie etnie con un particolare accento sui popoli che si affacciano sulle sponde del Mediterraneo. 

Il primo appuntamento vede interprete Evelina Meghnagi, cantante, compositrice e attrice, accompagnata da Arnaldo Vacca alle percussioni e Cristiano Califano alla chitarra e traccia un percorso musicale tra le pieghe più orientali e mediterranee della tradizione ebraico sefardita.  

Evelina Meghnagi è considerata una delle più importanti interpreti del panorama musicale internazionale sefardita; con i suoi concerti ha contribuito a far conoscere questo repertorio al pubblico di alcuni dei più prestigiosi teatri d’Italia e del mondo. Ha inoltre composto melodie per alcuni spettacoli teatrali, curandone e interpretando la parte musicale, collaborando con registi come Luca Ronconi e Maurizio Scaparro, ma anche per alcuni film e sceneggiati televisivi.

Si presenta a Viterbo con un repertorio raro, raffinato e prezioso estremamente interessante sotto il profilo musicale.

Il concerto è ad ingresso libero ad esaurimento posti, su prenotazione.

È possibile effettuare la prenotazione inviando una mail all’indirizzo segreteria@fondazionecarivit.it o telefonando al numero 0761.344222.

Per chi lo desidera, il concerto sarà preceduto, a partire dalle ore 16.30, da una visita guidata gratuita al museo della ceramica della Tuscia sito al piano terra di Palazzo Brugiotti.

 L’ingresso al museo e al concerto è consentito nel rispetto delle norme sul contenimento del contagio da Covid-19, pertanto è obbligatorio presentare il green pass all’ingresso e indossare la mascherina.

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Di certo, non è con qualche demagogica stretta di mano che si risolve un problema che sta diventando sempre più di dimensioni continentali, anzi globali; un problema dove ballano significati differenti e troppo contraddittori di ciò che si intende per rispetto della diversità e della libertà.
Iniziamo la settimana mettendo "freccette" nel nostro arco.
Partiamo da un presupposto: vi avrei fotografato tutti. Ma proprio tutti, per fare un mega collage da appendere sulla parete più grande di Viterbo.
Entro le prime luci del 9 settembre, i blindati con la croce nera avevano già occupato la stazione di Porta Romana, sbarrato i varchi di Valle Faul e preso il controllo dell'aeroporto deserto e dello stesso presidio di Santa Maria in Gradi.
Torna l’appuntamento con il Semaforo de La Fune, l’analisi critica dei fatti che hanno segnato la settimana viterbese.
Esigere lungimiranza e visione almeno su qualche argomento. Ne cito alcuni.
Sì, l’Uomo è incontentabile; è il suo difetto, ma anche il suo pregio, la molla che lo spinge a migliorare, a crescere, ad esplorare nuove vie, insomma a costruire la propria vita… E c’è chi bonariamente prova ad esaudire i suoi desideri. Ma che succede se la corda viene tirata troppo e il meccanismo si inceppa? E poi, possibile che nessuno si accontenti veramente? Anche ad un Creatore alla fine salta la pazienza…

“L’attesa e il silenzio ti faranno forte”

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