Museo Nazionale Etrusco, Rocca Albornoz, Tarquinia e Tuscania insieme in un unico progetto museale
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VITERBO - Il decreto firmato dal ministro Bonisoli il 13 agosto dà vita a una nuova struttura con sede a Villa Giulia e comprenderà i musei etruschi e archeologici nazionali di Chiusi, Rocca Albornoz, Tarquinia, Tuscania, Cerveteri, e le necropoli etrusche site nel Lazio e in Toscana.

VITERBO – Martedì 13 agosto il ministro per i Beni e le attività culturali Alberto Bonisoli ha firmato il decreto per la riorganizzazione del Mibac. Il provvedimento, che contiene disposizioni sull’organizzazione e funzionamento dei musei statali entrerà in vigore il 22 agosto e introduce le direzioni territoriali delle reti museali al posto dei poli museali regionali, oltre, appunto, alla nascita dei musei nazionali etruschi che vengono così elevati a museo di seconda fascia, dotati di autonomia speciale, sia scientifica che gestionale.

Nasce così il Museo Nazionale Etrusco  che avrà sede a Villa Giulia e comprenderà i musei etruschi e archeologici nazionali di Chiusi, Rocca Albornoz, Tarquinia, Tuscania, Cerveteri, e le necropoli etrusche site nel Lazio (Banditaccia – Cerveteri e Monterozzi-Tarquinia) e in Toscana (Poggio Renzo – Chiusi, Tomba della scimmia – Chiusi).

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Entro le prime luci del 9 settembre, i blindati con la croce nera avevano già occupato la stazione di Porta Romana, sbarrato i varchi di Valle Faul e preso il controllo dell'aeroporto deserto e dello stesso presidio di Santa Maria in Gradi.
Iniziamo la settimana mettendo "freccette" nel nostro arco.
Sì, l’Uomo è incontentabile; è il suo difetto, ma anche il suo pregio, la molla che lo spinge a migliorare, a crescere, ad esplorare nuove vie, insomma a costruire la propria vita… E c’è chi bonariamente prova ad esaudire i suoi desideri. Ma che succede se la corda viene tirata troppo e il meccanismo si inceppa? E poi, possibile che nessuno si accontenti veramente? Anche ad un Creatore alla fine salta la pazienza…
Partiamo da un presupposto: vi avrei fotografato tutti. Ma proprio tutti, per fare un mega collage da appendere sulla parete più grande di Viterbo.
Torna l’appuntamento con il Semaforo de La Fune, l’analisi critica dei fatti che hanno segnato la settimana viterbese.
Esigere lungimiranza e visione almeno su qualche argomento. Ne cito alcuni.
Di certo, non è con qualche demagogica stretta di mano che si risolve un problema che sta diventando sempre più di dimensioni continentali, anzi globali; un problema dove ballano significati differenti e troppo contraddittori di ciò che si intende per rispetto della diversità e della libertà.

“L’attesa e il silenzio ti faranno forte”

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