Museo delle Macchine di Santa Rosa, l'idea di "Peppe L'Oca"
PO
Gli Stati Generali La Fune
Abbiamo ricevuto alcune idee sul possibile Museo delle Macchine di Santa Rosa. Abbiamo deciso di pubblicare quella di tale "Peppe L'Oca", ci ha chiesto di firmarsi così.

di Peppe L’Oca

VITERBO – Come si dice, sul Museo delle Macchine di Santa Rosa le chiacchiere stanno a zero. Se è un Museo, nel senso moderno del termine, deve contenere le Macchine, cioé deve sviluppare almeno 30 metri di altezza; inoltre deve essere accessibile al pubblico, in specie a quello forestiero, per conoscere più da vicino la storia della “Macchina”.

Quindi: a) serve uno spazio ampio, che contenga le Macchine in altezza; b) deve stare in prossimità dei percorsi e della presenza dei turisti, quindi in prossimità del centro e non in un quartiere periferico fuori mano; c) deve stare in un luogo in cui le sue dimensioni non deturpino il profilo del centro storico. Tutte condizioni che contrastano fra di loro.

La soluzione? Costruire un edificio con ampio parcheggio, anche in zona prossimale al centro storico (a non oltre 500 metri di distanza) ampiamente segnalato e fornito di navetta dedicata almeno nel periodo del Trasporto. La localizzazione potrebbe essere nella zona nord, tra Via della Palazzina Garbini e Viale Baracca, oppure riutilizzando la zona degli ex molini di Viale Trieste, o ancora al Pilastro o nella zona di nuova urbanizzazione prospiciente Porta del Carmine. Se l’altezza risultasse comunque eccessiva, costruire un edificio alto 15 metri con un parte sotterranea di altrettanta profondità.

Del tipo (gli architetti e gli ingegneri scuseranno la rozzezza del disegno).

 

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Torna l’appuntamento con il Semaforo de La Fune, l’analisi critica dei fatti che hanno segnato la settimana viterbese.
Entro le prime luci del 9 settembre, i blindati con la croce nera avevano già occupato la stazione di Porta Romana, sbarrato i varchi di Valle Faul e preso il controllo dell'aeroporto deserto e dello stesso presidio di Santa Maria in Gradi.
Sì, l’Uomo è incontentabile; è il suo difetto, ma anche il suo pregio, la molla che lo spinge a migliorare, a crescere, ad esplorare nuove vie, insomma a costruire la propria vita… E c’è chi bonariamente prova ad esaudire i suoi desideri. Ma che succede se la corda viene tirata troppo e il meccanismo si inceppa? E poi, possibile che nessuno si accontenti veramente? Anche ad un Creatore alla fine salta la pazienza…
Di certo, non è con qualche demagogica stretta di mano che si risolve un problema che sta diventando sempre più di dimensioni continentali, anzi globali; un problema dove ballano significati differenti e troppo contraddittori di ciò che si intende per rispetto della diversità e della libertà.
Esigere lungimiranza e visione almeno su qualche argomento. Ne cito alcuni.
Iniziamo la settimana mettendo "freccette" nel nostro arco.
Partiamo da un presupposto: vi avrei fotografato tutti. Ma proprio tutti, per fare un mega collage da appendere sulla parete più grande di Viterbo.

“L’attesa e il silenzio ti faranno forte”

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