Museo delle Macchine di S. Rosa, sul tavolo un concorso d'idee
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Il cammino è all'inizio. Per ora c'è l'affermazione di una volontà e la prospettiva di un concorso d'idee. Prima o poi, ne siamo convinti, un Museo delle Macchine ci sarà.

Sinfonia d’Archi, Ali di Luce, Una Rosa per il 2000, Fiore del cielo. Poi alcune parti di Armonia Celeste. Il Museo delle Macchine di Santa Rosa può partire da qui, cinque modelli in grado di raccontare gli ultimi decenni di una tradizione secolare. Tutta viterbese.

Oggi pomeriggio il primo incontro a Palazzo dei Priori, con la voglia di dare vita a un tavolo di discussione permanente su un progetto tanto ambizioso quanto importante. Una sorta di tempio dove custodire uno dei pezzi più significativi dell’anima della città: il trasporto del tre settembre.

Per renderlo avvicinabile sempre, convinti che possa appassionare i turisti tutto l’anno. Ma anche i viterbesi. La prospettiva più interessante venuta fuori dall’incontro – a cui hanno preso parte insieme all’amministrazione anche il Sodalizio dei Facchini e costruttori e ideatori del passato e del presente – è quella di organizzare e indire un concorso d’idee.

L’ex cantina sociale di via Garbini e le ex cave Anselmi le location possibili tirate in ballo. Il cammino è all’inizio. Per ora c’è l’affermazione di una volontà. Prima o poi, ne siamo convinti, un Museo delle Macchine ci sarà.

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Iniziamo la settimana mettendo "freccette" nel nostro arco.
Esigere lungimiranza e visione almeno su qualche argomento. Ne cito alcuni.
Entro le prime luci del 9 settembre, i blindati con la croce nera avevano già occupato la stazione di Porta Romana, sbarrato i varchi di Valle Faul e preso il controllo dell'aeroporto deserto e dello stesso presidio di Santa Maria in Gradi.
Torna l’appuntamento con il Semaforo de La Fune, l’analisi critica dei fatti che hanno segnato la settimana viterbese.
Partiamo da un presupposto: vi avrei fotografato tutti. Ma proprio tutti, per fare un mega collage da appendere sulla parete più grande di Viterbo.
Di certo, non è con qualche demagogica stretta di mano che si risolve un problema che sta diventando sempre più di dimensioni continentali, anzi globali; un problema dove ballano significati differenti e troppo contraddittori di ciò che si intende per rispetto della diversità e della libertà.
Sì, l’Uomo è incontentabile; è il suo difetto, ma anche il suo pregio, la molla che lo spinge a migliorare, a crescere, ad esplorare nuove vie, insomma a costruire la propria vita… E c’è chi bonariamente prova ad esaudire i suoi desideri. Ma che succede se la corda viene tirata troppo e il meccanismo si inceppa? E poi, possibile che nessuno si accontenti veramente? Anche ad un Creatore alla fine salta la pazienza…

“L’attesa e il silenzio ti faranno forte”

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