
Sinfonia d’Archi, Ali di Luce, Una Rosa per il 2000, Fiore del cielo. Poi alcune parti di Armonia Celeste. Il Museo delle Macchine di Santa Rosa può partire da qui, cinque modelli in grado di raccontare gli ultimi decenni di una tradizione secolare. Tutta viterbese.
Oggi pomeriggio il primo incontro a Palazzo dei Priori, con la voglia di dare vita a un tavolo di discussione permanente su un progetto tanto ambizioso quanto importante. Una sorta di tempio dove custodire uno dei pezzi più significativi dell’anima della città: il trasporto del tre settembre.
Per renderlo avvicinabile sempre, convinti che possa appassionare i turisti tutto l’anno. Ma anche i viterbesi. La prospettiva più interessante venuta fuori dall’incontro – a cui hanno preso parte insieme all’amministrazione anche il Sodalizio dei Facchini e costruttori e ideatori del passato e del presente – è quella di organizzare e indire un concorso d’idee.
L’ex cantina sociale di via Garbini e le ex cave Anselmi le location possibili tirate in ballo. Il cammino è all’inizio. Per ora c’è l’affermazione di una volontà. Prima o poi, ne siamo convinti, un Museo delle Macchine ci sarà.


















