INSIDE – Trent’anni esatti fa, era il 1995, uno dei più grandi muralisti italiani, Francesco Del Casino, raccontava su di un muro le persone e le storie del Borgo di Grotte di Castro, lasciando ai posteri una traccia di alto valore artistico, ma che con il passare del tempo sta scomparendo.
Grotte di Castro in quel periodo aveva anticipato i tempi del mondo dei murales, ma tutto si fermò all’istante. Non resta che salvare dal degrado, dal sole e dalle intemperie queste opere uniche nel suo genere.
Grotte di Castro – borgo famoso per la produzione della Patata IGP Viterbese – ha i suoi murales. In questo periodo di “comunicabilità artistica” diversi borghi della Tuscia si danno da fare realizzando murales di vario tipo: vedi Sant’Angelo di Roccalvecce con le fiabe, Acquapendente con le opere legate a UrbanVision, oppure Marta e Valentano che hanno condiviso il bando della Regione Lazio Street Art.
Ecco, il solo pensiero di questi segni colorati su intonaci e tufo che coprono le pareti delle nostre case mi fa ritornare in mente una parete di un piccolo fabbricato, posto sotto lo sperone della Basilica della Madonna del Suffragio, patrona del borgo dell’alto Lazio, dove trent’anni fa s’iniziò un progetto che ebbe inizio e fine nello stesso momento ma che ha lasciato un segno tangibile di quel fermento artistico.
Quel momento è impresso sul quel semplice muro e riporta quattro opere di uno dei più importanti muralisti italiani che ha il nome
di Francesco Del Casino. Il maestro, senese di nascita, è definito il padre del muralismo orgolese e ha lasciato alla comunità di Grotte di Castro quattro opere uniche nel suo genere, dove si vedono in modo espressivo lo stile e l’influenza di due grandi come Guttuso e Picasso, e che il maestro Francesco Del Casino ha saputo sapientemente miscelare in questo spaccato di Grotte di Castro.
Sono passati trent’anni, e di acqua vento e sole ne hanno presi abbastanza che ormai si riesce a vedere ancora qualcosa di quei bellissimi disegni, ma sono arrivati al limite. Ancora qualche anno e saranno solamente dei ricordi di chi ha avuto la possibilità di ammirarli. Ci vorrebbe un progetto valido di recupero, di restauro e riqualificazione delle opere che potrebbero essere un validissimo volano turistico- culturale per il borgo di Grotte di Castro. Si tratta di capolavori originali nel suo genere, realizzati da un artista di altissimo valore,
conosciuto e apprezzato, e che non esistono in altri luoghi della nostra regione. Possono, se recuperati, fare diventare il borgo dell’alto Lazio un punto di riferimento per chi è amante di questo tipo di pittura.
Maurizio Di Giovancarlo / Tuscia Fotografia / La Fune























