Mura civiche, un milione e 300mila euro subito e la speranza di 5milioni per renderle percorribili
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Un milione e 300mila euro che serviranno per interventi di recupero e sistemazione di parte della cinta muraria di Viterbo. Nel mirino altri 5 milioni, per lo stesso scopo, da 'Destinazione Italia'

Un milione e 300mila euro subito e la speranza che dal ‘Destinazione Italia’ arrivino ulteriori 5 milioni per realizzare camminamenti turistici. C’è questo, o almeno così sembra, nel futuro della cinta muraria viterbese. Probabilmente il monumento più suggestivo della città le mura di Viterbo sembrano essere invisibili. Trattate male, ridotte in alcuni tratti a discarica e imbrattate di scritte. A breve potrebbero ritornare al centro dell’offerta turistica di una città che proprio sulla sua dimensione medioevale e rinascimentale dovrebbe puntare parecchio. Con buona pace degli etruschi (e con tutto il rispetto).

In settimana l’assessorato ai Lavori Pubblici aprirà le buste della gara per un primo intervento sulle stesse. Un milione e 300mila euro. Un milione da Arcus, braccio operativo del Mibac, e 300mila dal bilancio comunale. Un primo restyling in attesa, incrociando le dita, che vada in porto il sogno di avere una “portafogliata” da 5 milioni di euro dal ‘Destinazione Italia’ del g0verno Renzi. Questo era stato uno degli argomenti di confronto con il ministro Franceschini, proprio in occasione della sua recente visita a Villa Lante (a cui sono arrivati 300mila euro).

L’idea dell’amministrazione Michelini, di cui avevamo parlato già a suo tempo su La Fune, è quella di realizzare dei camminamenti per rendere esplorabili tratti di cinta muraria. Una roba che funziona molto in altre città e che ha saputo concretizzare anche diversi posti di lavoro. Invitiamo a farsi un giro in Toscana, a Monteriggioni (Siena).

Il finanziamento di Arcus è figlio del lavoro svolto dall’amministrazione precedente, guidata da Giulio Marini. A Michelini il compito di pressare per portare a casa i 5 milioni di euro che darebbero veramente una marcia in più al progetto di rimettere al centro le mura.

 

 

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Iniziamo la settimana mettendo "freccette" nel nostro arco.
Sì, l’Uomo è incontentabile; è il suo difetto, ma anche il suo pregio, la molla che lo spinge a migliorare, a crescere, ad esplorare nuove vie, insomma a costruire la propria vita… E c’è chi bonariamente prova ad esaudire i suoi desideri. Ma che succede se la corda viene tirata troppo e il meccanismo si inceppa? E poi, possibile che nessuno si accontenti veramente? Anche ad un Creatore alla fine salta la pazienza…
Esigere lungimiranza e visione almeno su qualche argomento. Ne cito alcuni.
Di certo, non è con qualche demagogica stretta di mano che si risolve un problema che sta diventando sempre più di dimensioni continentali, anzi globali; un problema dove ballano significati differenti e troppo contraddittori di ciò che si intende per rispetto della diversità e della libertà.
Entro le prime luci del 9 settembre, i blindati con la croce nera avevano già occupato la stazione di Porta Romana, sbarrato i varchi di Valle Faul e preso il controllo dell'aeroporto deserto e dello stesso presidio di Santa Maria in Gradi.
Torna l’appuntamento con il Semaforo de La Fune, l’analisi critica dei fatti che hanno segnato la settimana viterbese.
Partiamo da un presupposto: vi avrei fotografato tutti. Ma proprio tutti, per fare un mega collage da appendere sulla parete più grande di Viterbo.

“L’attesa e il silenzio ti faranno forte”

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