
BAGNOREGIO – (Foto Brian Stanton) Si è spento, nella sua casa all’interno di quel borgo sospeso sulla Valle dei Calanchi che ha tanto amato, Tony Costa Haywood. Marito dell’architetto Astra Zarina, figura centrale nella valorizzazione di Civita di Bagnoregio. Il decesso è avvenuto nella sera tra domenica 17 e lunedì 18 novembre.
Ha voluto vivere gli ultimi giorni in quel paese che ha profondamente amato, facendo ritorno dall’ospedale dove era ricoverato da tempo per una brutta malattia. Tutti gli abitanti di Civita erano profondamente legati a Tony, ancora di più dopo la scomparsa di Astra.
“Con grande tristezza, apprendiamo la notizia della scomparsa di Anthony Costa Heywood, per tutti semplicemente Tony – così il sindaco di Bagnoregio Luca Profili -. Marito di Astra Zarina, una figura straordinaria, diventato anche un pilastro della nostra piccola comunità, uno degli ultimi storici abitanti del borgo.
La sua passione per il nostro paese e il suo impegno instancabile per preservare la bellezza di Civita rimarranno nel cuore di tutti noi. Ha sempre trovato il tempo per aiutare gli altri, per ascoltare e per portare avanti iniziative che hanno reso il nostro luogo un posto migliore.
Grazie, Tony, per tutto ciò che hai fatto. La tua eredità vivrà attraverso le vite che hai toccato e i valori che hai condiviso. Ci mancherai profondamente, ma porteremo avanti il tuo spirito di dedizione e amore per Civita”.
Negli anni Sessanta Astra arriva a Civita, per effetto di un intreccio di destini, e acquista una stanza con un grande camino. Un acquisto coraggioso, in controtendenza rispetto al progressivo abbandono del borgo da parte della popolazione. Astra sprona i pochi abitanti a non abbandonare Civita invitandoli, con cura e pazienza, a ristrutturare le loro case.
Quindi Astra si trasferisce a Civita insieme al marito Tony e porta nuova energia ed entusiasmo fondando l’Italian Hilltowns program: un programma residenziale estivo per studenti di architettura e urbanistica. Ogni anno gruppi di studenti americani trovano ospitalità nelle case delle famiglie civitoniche finendo per trasformare il borgo in un inedito laboratorio di apprendimento interculturale.
La scuola sviluppa studi rigorosi sul borgo e segna la storia del borgo, accendendo uno spirito che è sempre rimasto vivo.


















