
VITERBO – Abdullah Atik, 25enne di nazionalità turca, si è tolto la vita all’interno del carcere Nicandro Rizzo. Qui era detenuto dallo scorso tre settembre. Era stato arrestato insieme al connazionale Baris Kaya, 22 anni, in un pomeriggio da brividi per il capoluogo della Tuscia. I due si nascondevano in un b&b sulla salita che va al monastero e alla basilica di Santa Rosa, armati di tutto punto, a poche ore dalla partenza della Macchina di Santa Rosa.
Ad arrestarli gli agenti della Digos. La possibilità che i due si trovassero lì per compiere un atto terroristico contro la folla al seguito della processione fece scattare misure di sicurezza straordinarie. Anche perché sul posto era presente il ministro degli esteri Antonio Tajani.
L’ipotesi venne però esclusa dagli investigatori. Secondo una delle piste seguite, Baris Kaya e Abdullah Atik erano arrivati a Viterbo con un obiettivo preciso: uccidere il boss del clan turco rivale. I due appartenevano infatti alla gang dei Dalton, di cui Baris Boyun — arrestato a Viterbo nel 2024 — era uno dei leader. Il loro bersaglio sarebbe stato Ismail Atiz, detto Hamus, capo del clan dei Casperlar, arrestato il 25 agosto scorso proprio a Viterbo.


















