Muore suicida nel carcere di Viterbo il 25enne Abdullah Atik, uno dei turchi arrestati a S. Rosa
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Era membro della gang dei Dalton, di cui Baris Boyun — arrestato a Viterbo nel 2024 — era uno dei leader. Il loro bersaglio a Viterbo sarebbe stato Ismail Atiz, detto Hamus, capo del clan dei Casperlar, arrestato il 25 agosto scorso sempre a Viterbo.

VITERBO – Abdullah Atik, 25enne di nazionalità turca, si è tolto la vita all’interno del carcere Nicandro Rizzo. Qui era detenuto dallo scorso tre settembre. Era stato arrestato insieme al connazionale Baris Kaya, 22 anni, in un pomeriggio da brividi per il capoluogo della Tuscia. I due si nascondevano in un b&b sulla salita che va al monastero e alla basilica di Santa Rosa, armati di tutto punto, a poche ore dalla partenza della Macchina di Santa Rosa.

Ad arrestarli gli agenti della Digos. La possibilità che i due si trovassero lì per compiere un atto terroristico contro la folla al seguito della processione fece scattare misure di sicurezza straordinarie. Anche perché sul posto era presente il ministro degli esteri Antonio Tajani.

L’ipotesi venne però esclusa dagli investigatori. Secondo una delle piste seguite, Baris Kaya e Abdullah Atik erano arrivati a Viterbo con un obiettivo preciso: uccidere il boss del clan turco rivale. I due appartenevano infatti alla gang dei Dalton, di cui Baris Boyun — arrestato a Viterbo nel 2024 — era uno dei leader. Il loro bersaglio sarebbe stato Ismail Atiz, detto Hamus, capo del clan dei Casperlar, arrestato il 25 agosto scorso proprio a Viterbo.

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Di certo, non è con qualche demagogica stretta di mano che si risolve un problema che sta diventando sempre più di dimensioni continentali, anzi globali; un problema dove ballano significati differenti e troppo contraddittori di ciò che si intende per rispetto della diversità e della libertà.
Partiamo da un presupposto: vi avrei fotografato tutti. Ma proprio tutti, per fare un mega collage da appendere sulla parete più grande di Viterbo.
Entro le prime luci del 9 settembre, i blindati con la croce nera avevano già occupato la stazione di Porta Romana, sbarrato i varchi di Valle Faul e preso il controllo dell'aeroporto deserto e dello stesso presidio di Santa Maria in Gradi.
Esigere lungimiranza e visione almeno su qualche argomento. Ne cito alcuni.
Iniziamo la settimana mettendo "freccette" nel nostro arco.
Torna l’appuntamento con il Semaforo de La Fune, l’analisi critica dei fatti che hanno segnato la settimana viterbese.
Sì, l’Uomo è incontentabile; è il suo difetto, ma anche il suo pregio, la molla che lo spinge a migliorare, a crescere, ad esplorare nuove vie, insomma a costruire la propria vita… E c’è chi bonariamente prova ad esaudire i suoi desideri. Ma che succede se la corda viene tirata troppo e il meccanismo si inceppa? E poi, possibile che nessuno si accontenti veramente? Anche ad un Creatore alla fine salta la pazienza…

“L’attesa e il silenzio ti faranno forte”

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